Tonnellate di pane nella spazzatura. Come trasformare lo spreco in risorse?

Pane avanzato nella spazzatura


Più ancora che dalla neve Milano rischia di essere di essere sommersa da una montagna di pane che nessuno mangia.


L'allarme lanciato, come abbiamo visto qui, dal Corriere della Sera parla di qualcosa come 180 quintali di pane buttati nella spazzatura ogni giorno solo in città, oltre 5000 quintali al mese!


Al pane sprecato dalle famiglie si somma quello invenduto ogni giorno dalle 500 panetterie milanesi: tra i tre e i sette chili per ognuna di esse. Ipotizzando livelli di spreco uguali nel resto del Paese, in Italia sarebbero 24.230 le tonnellate di pane che finiscono in pattumiera.

"Recuperando le eccedenze di grande e piccola distribuzione, in Italia si potrebbero salvare all'anno 244.252 tonnellate di cibo per un valore di 928.157.600 euro. Sarebbe inoltre possibile fornire tre pasti al giorno a 636.600 persone e risparmiare 291.393 tonnellate di CO2 prodotte a causa dello smaltimento del cibo di risulta come rifiuto". Avverte Andrea Segrè, preside della facoltà di Agraria dell'università di Bologna.


Lo spreco è trasformato in risorse proprio grazie a un modello messo a punto dal professor Segrè e dai suoi studenti. Nel 2003 è nata una società partecipata dall'ateneo di Bologna e da nove ex studenti che aiuta a salvare dalla spazzatura le eccedenze della grande e piccola distribuzione.


Si chiama Last minute market e offre servizi che rendono possibile il recupero delle merci invendute, senza valore commerciale, ancora idonee per essere utilizzate. I beni donati sono resi disponibili a enti e associazioni che danno aiuto a persone in condizioni di disagio sociale. Il sistema elaborato dall'ateneo di Bologna si basa sul riutilizzo delle eccedenze a chilometro zero, nelle immediate vicinanze.


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