Buttiamo via quintali di pane, alla faccia della crisi

Pane buttato nella spazzatura


Ogni milanese rovescia nella spazzatura quattro etti di pane al giorno, denuncia il Corriere della Sera, che sommati a quello rimasto invenduto nelle panetterie fanno un totale di 5.250 quintali buttati via ogni mese, poco meno di 180 quintali al giorno. Sono cifre considerevoli.


"Il problema del pane buttato si aggrava di giorno in giorno perché i consumatori sono sempre più esigenti. Quando ho cominciato a fare questo mestiere, trent'anni fa, lavoravamo quattro tipi di paste - racconta Stefano Fugazza, a capo dei panificatori dell'Unione artigiani di Milano, aderente alla Claai - Adesso le varietà si sono moltiplicate all'infinito. E se non hai sempre l'assortimento completo e caldo, perdi clienti. Con questo modo di lavorare l'invenduto aumenta a dismisura".

Così una volta sbocconcellati sfilatini, michette, francesini, baguette, ciabatte, filoncini  e rosette si getta tutto nel sacco nero dopo aver soddisfatto l'ennesimo sfizio. Alla faccia della crisi e del miliardo di persone che, secondo la Fao, soffrono la fame nel mondo.


C'è poi il pane avanzato dalle panetterie (circa 750 quintali  ogni mese) che non può nemmeno essere rivenduto grattugiato il giorno dopo perché ci sono regole rigide da rispettare: controllo del grado di umidità, confezioni, etichettature. Insomma, non ne vale la pena.


"La vera soluzione sarebbe abbassare i prezzi di vendita del pane dopo le sei del pomeriggio - suggerisce Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo - così i negozi ridurrebbero l'invenduto. E le famiglie avrebbero una strada per risparmiare".


Ma soprattutto, aggiungiamo noi, sensibilizzare il consumatore a un consumo attento e consapevole che eviti il superfluo e riduca al minimo gli sprechi.


Leggi l'articolo del Corriere della Sera.



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