Tonno a rischio di estinzione: la lezione dei cuochi ai politici

Sushi di tonno


Il tonno rosso, una specie che si riproduce nel Mediterraneo, è oggetto di una pesca indiscriminata che ne mette in serio pericolo la sopravvivenza.


L'Unione europea finanzia la pesca sborsando in media circa 4 milioni di euro all'anno. I sussidi vanno principalmente alle flotte dei pescherecci spagnoli  e a seguire quelli di Francia, Italia, Cipro, Malta e Grecia.


La capacità di pesca ammonta al momento a quasi 22.000 tonnellate/anno, mentre il tetto massimo, comunque ritenuto eccessivo dagli scienziati, dovrebbe essere di 12.400 tonnellate/anno.

Proprio a causa di questi generosi aiuti europei la specie del tonno rosso si trova oggi alle soglie dell'estinzione (si parla di appena 2-3 anni) a meno che non si prendano degli immediati provvedimenti, come ha chiesto l'eurodeputato verdeRaül Romeva i Rueda con una interrogazione parlamentare fatta nei giorni scorsi al Commissario per la Pesca, il maltese Joe Borg.


Consapevoli di ciò 160 importanti chef in cinque continenti e 56 paesi, 40 solo in Italia, non serviranno più pietanze a base di tonno rosso. Un ottimo esempio di ecosostenibilità partita da un'idea del bretone Oliver Roellinger e approvata all'unanimità nell'ultimo congresso di Relais et Chateaux - una catena internazionale di alberghi e ristoranti prestigiosi - a Biarritz.


Nella Carta sottoscritta gli chef si impegnano a non servire non solo il tonno rosso, ma anche tutte le specie minacciate da attivià di pesca non rispettose dei periodo di fermo per consentire la riproduzione.


Una piccola rivoluzione che raccoglie gli appelli già fatti propri da studiosi, ambientalisti, parte della stampa, e soprattutto una lezione di consapevolezza etica a imprenditori del settore e politici coinvolti.


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