Bando alla plastica!

Vengono usati per pochi minuti, ma poi l'ambiente per distruggerli impiega 400 anni. Disseminati nel mare, tartarughe e cetacei li scambiano per cibo e muoiono soffocati.


Un mare di sacchetti di plastica


Sono i sacchetti di plastica usa-e-getta di cui pare non si riesca proprio a fare a meno. In Italia se ne ne producono circa 300 mila tonnellate in un anno, per un equivalente di 200 mila tonnellate di CO2 immesse nell'atmosfera.


Per limitare i danni si stanno studiando metodi di riciclaggio e conversione efficaci. È il caso del laboratorio di chimica dell'Argonne National Laboratory nell'Illinois (USA), nel quale da tempo sono state avviate ricerche e sperimentazioni di tecnologie per convertire i sacchetti di plastica in nanotubi di carbonio da impiegare nello stoccaggio energetico.



Una direttiva europea del 2007, disattesa e rinviata di anno in anno dal nostro Esecutivo (è appena stata nuovamente prorogata al 2011), ne ha stabilito il divieto di commercializzazione.


Ma alcuni comuni, come quello di Torino, hanno deciso di non aspettare il Governo e cercano di coinvolgere quanti più commercianti è possibile per metterli al bando.


L'associazione dei Comuni virtuosi ha lanciato la campagna Porta la Sporta, ispirata al movimento inglese "Plasticbag Free Cities": invitano le amministrazioni a mettere al bando i sacchetti di plastica, coinvolgono le scuole e i bambini in progetti di riciclo e girano le piazze per insegnare a fare divertenti sportine di tela, da tenere con sé e tirare fuori alla cassa del supermercato.


@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore




 

  • shares
  • Mail
5 commenti Aggiorna
Ordina: