Enel chiede i danni a Greenpeace

Oggi il Financial Times ha pubblicato in esclusiva la notizia che Enel ha chiesto a Greenpeace 1.600.000 euro di danni per le azioni di protesta dei suoi attivisti presso le centrali a carbone.


porto-tolle-01.jpg


Attivisti di Greenpeace in azione a Porto Tolle per dire no al carbone e
chiedere all'Enel e al Governo impegni concreti per ridurre le emissioni di CO2,
rispettare gli obiettivi di Kyoto e investire seriamente sulle fonti rinnovabili


"Chiedere soldi a Greenpeace per aver protestato è come chiedere soldi al sindacato quando c'è uno sciopero. Abbiamo il diritto di protestare, a maggior ragione quando chiediamo misure per proteggere il pianeta, che è di tutti". È il commento a caldo del direttore esecutivo di Greenpeace-Italia, Giuseppe Onufrio.


"Pensiamo che se c'è qualcuno che deve pagare, in questa vicenda, è l'Enel, i cui piani di espansione del carbone ci porteranno ancora più vicini alla catastrofe climatica. Se Enel pensa di imbavagliarci, otterrà il risultato opposto".


@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore

  • shares
  • Mail