Parlamentare europeo contro gli psicofarmaci ai bambini

Alunni in classeSecondo i dati presentati all'incontro su "Psicofarmaci e minori: tra abuso e disinformazione", svoltosi a Roma venerdì scorso, oggi nel nostro Paese circa 70 mila bambini italiani sono curati perché affetti da ADHD (sindrome di iperattività e deficit di attenzione).


Il Lazio, dove si concentra il 9% del totale dei piccoli con diagnosi di ADHD, è tra le prime regioni in classifica, dopo Lombardia (17,7%) e Veneto (10,2%)". Agli ultimi posti, invece, ci sono Basilicata (0,2%) e Molise (0,2%).


Si prescrivono anfetamine, antidepressivi e stimolanti "come rimedio e cura per qualsiasi forma di comportamento indisciplinato o problema caratteriale dei piccoli. Anche senza che dietro ci sia una vera patologia", ha detto Roberta Angelilli, vicepresidente del Parlamento europeo e delegata del sindaco della Capitale per i diritti dei minori


"Secondo l'Agenzia del farmaco europea (EMEA), solo nel 30% dei casi diagnosticati il bambino è affetto davvero da Adhd" - ricorda Angelilli - "Ma troppo spesso a questi bimbi vengono dati gli psicofarmaci, che possono avere gravi effetti collaterali: danni epatici, rischi cardiaci, psicosi, amnesia".


Si identifica troppo in fretta un possibile problema da trattare con uno psicofarmaco, "un medicinale a volte non sperimentato per uso pediatrico. Ma se, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, i disturbi del comportamento infantile nel mondo sono in aumento, spesso i bambini hanno semplicemente un carattere poco estroverso o al contrario molto vivace", rileva Angelilli.


"In alcuni casi, poi - aggiunge Vincenzo Mastronardi, presidente dell'Osservatorio dei comportamenti e la devianza dell'Università Sapienza di Roma - i minori somatizzano lo stress e le ansie degli adulti. Dunque nella maggior parte dei casi basterebbe offrire al bambino un supporto pedagogico-educativo adeguato, sia da parte dei genitori che del sistema scolastico".


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