La marijuana OGM: cinque volte più potente

E' chiamata supermarijuana e si tratta di una varietà modificata geneticamente che contiene oltre il 20% di THC (tetraidrocannabinolo), la sostanza psicoattiva principale contenuta nella pianta. Da considerare che la droga naturale ne contiene non più del 5%.



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La cannabis transgenica ha dimensioni ridotte (circa la metà rispetto a quella normale) ed è resistente all'azione dei pesticidi.

Secondo l'agenzia sudamericana Matrizur i magnati del tabacco USA, la cui industria è in crisi, avrebbero spostato i propri investimenti sulla più proficua marijuana transgenica con il benestare del governo.


La produzione annuale di marijuana negli Stati Uniti, aumentata di dieci volte negli ultimi 25 anni, supera attualmente i 65 milioni di piante coltivate per un valore che si aggira attorno ai 35 miliardi di dollari.


La stessa agenzia antinarcotici statunitense (DEA) accetta che la maggior parte della domanda interna venga soddisfatta da agricoltori che casualmente prima erano coltivatori di tabacco.


La nuova varietà (non ancora brevettata) viene esportata in territorio colombiano dove le imprese tabacchiere acquistano la supercannabis prodotta a partire dai semi modificati geneticamente.


Le statistiche ufficiali sulla produzione e il consumo di stupefacenti negli Stati Uniti non sono rese pubbliche al contrario di quelle degli altri principali produttori mondiali che lo stesso governo elabora annualmente.


Recentemente l'ONU ha però indicato che delle 30.000 tonnellate di marijuana che ogni anno si coltivano in tutto il mondo gli Stati Uniti ne consumano i due terzi.


La nota originale di agenzia.


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