E' vero che i vegeteriani rischiano meno il cancro?

Donna che taglia verdureCirca due settimane fa abbiamo menzionato la campagna Meat Free Monday, sostenuta anche da Paul McCartney e altre celebrità, che invita a mangiare meno carne per proteggere l'ambiente e prevenire le malattie degenerative.


Gli allevamenti di bovini producono da soli un quinto dei gas serra: per questo anche la Commissione dell'Onu sul Cambiamento Climatico ha invitato a rinunciare a bistecca e affini almeno una volta a settimana.


Il WCRF (World Cancer Research Fund) ha raccomandato di non mangiare più di 300 grammi di carne alla settimana stando ai risultati di una ricerca finanziata nel 2005 dal Medical Research Council britannico e dalla International Agency for Research on Cancer, la quale ha concluso che ingerire due porzioni di carne al giorno fa salire del 35 per cento il rischio di cancro all'intestino.


Uno studio recente svolto dalla Cancer Epidemiology Unit dell'Università di Oxford e pubblicato sul British Journal of Cancer sembrerebbe confermare una maggiore protezione dai tumori per chi si nutre di cibi prevalentemente vegetali.

Sono stati presi in esame 61.566 persone per oltre 12 anni. Tra coloro che in questo lasso di tempo hanno sviluppato un cancro il 68% erano nel gruppo mangiatori di carne, il 24% nel gruppo vegetariani e il 9,5% nel gruppo mangiatori di vegetali + pesce.


La conclusione è stata che i vegetariani hanno il 12% di probabilità in meno di ammalarsi di cancro rispetto a chi mangia anche carne, e nel caso delle leucemie l'effetto protettivo di una dieta priva di carne sale al 45%.


Ma il professor Tim Key, coordinatore della ricerca invita alla cautela: "Al momento si tratta solo di un primo studio che non ci permette di trarre conclusioni definitive e di consigliare a tutti di abbandonare la carne e adottare una dieta vegetariana".


E la dottoressa Naomi Allen, co-autrice del rapporto, precisa: "Sono dati significativi anche se vanno presi con un po' di cautela poiché si tratta del primo ampio studio di questo genere in materia. Abbiamo bisogno di farne altri e di saperne di più. Per esempio dobbiamo scoprire quale aspetto di una dieta a base di verdura, frutta e pesce protegge dal cancro. E dobbiamo stabilire quanto influisce positivamente una dieta vegetariana, così come quanto influisce negativamente una a base di carne".


Ancora la dottoressa Allen, in un'intervista al Guardian, ha dichiarato: "Ricerche precedenti avevano indicato che la carne può aumentare il rischio di cancro all'intestino, cosicché i nostri risultati sono apparsi plausibili da questo punto di vista. Ma non sappiamo perché il cancro del sangue ha un'incidenza più bassa nei vegetariani".


La dieta vegetariana non limiterebbe, sempre secondo il campione analizzato in questo studio, il rischio di tumore al colon-retto e alla cervice dell'utero che ha mostrato una percentuale più alta tra i vegetariani rispetto ai carnivori.


Dati contrastanti rispetto a ricerche precedenti che dimostravano uno stretto collegamento tra chi mangia molta carne, specialmente rossa, e insorgenza del tumore intestinale al colon-retto.


A tal proposito il dott. Franco Berrino, direttore del dipartimento di Medicina preventiva dell'Istituto dei tumori di Milano, sostiene che la ricerca inglese ha considerato un numero troppo esiguo di persone per poter giungere a conclusioni scientificamente affidabili.


Lo studio di Oxford si inserisce infatti in un progetto di ricerca internazionale chiamato Epic (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), dalle dimensioni molto più ampie, che ha indagato i nessi tra alimentazione e tumori, coinvolgendo 500mila soggetti, e ha indicato come una dieta ricca di fibre e povera di carne possa ridurre il pericolo di sviluppare un cancro intestinale.


Insomma dati complessi da analizzare e interpretare, tenendo conto di tutte le variabili in gioco, ma che comunque confermano che esiste una correlazione tra alimentazione e cancro.


 In attesa di ulteriori indagini, appaiono ragionevoli i consigli di nutrizionisti e ambientalisti: più verdure e meno carne per la propria salute e quella del pianeta.


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