Confermato il legame tra pesticidi e morbo di Parkinson

Pubblicità del DDTLa malattia di Parkinson colpisce il sistema nervoso, apparentemente attraverso una alterazione nella produzione di neurotrasmettitori quali la dopamina e l'acetilcolina.


Le cause sono ancora ignote, ma si specula che esse siano legate sia ad importanti carenze nutrizionali, sia all'aggressione organica da parte di sostanze tossiche ambientali.


Uno studio recente pubblicato dagli Annals of Neurology, conferma quanto già evidenziato da studi precedenti: l'esposizione di chi lavora a stretto contatto con i pesticidi può essere uno dei fattori ambientali che scatena il Parkinson.


I ricercatori hanno scoperto che, tra quasi 800 adulti, tra cui alcuni malati di Parkinson, quelli che lavoravano nel settore agricolo ed erano quindi esposti ai pesticidi correvano un rischio più alto di sviluppare la malattia, che cresceva con il periodo di esposizione.


"Il nostro studio ha dimostrato che il rischio saliva com l'aumentare del numero di ore o di anni di esposizione", ha dichiarato il dottore Alexis Elbaz dell'Inserm (Institut national del la santé et de la recherche medicale) di Parigi.


Tra i più pericolosi sono indicati gli insetticidi e, tra questi, quelli organoclorini (es. DDT usatissimo in passato) che permangono a lungo nell'ambiente.


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