Alberi monumentali a rischio. Appello per salvare gli olivi di Puglia

Antico albero di olivo"Sono alberi carismatici, portano i nomi di santi o di eroi, sono cattedrali vive, architravi del bosco, puntelli del firmamento. Hanno un valore estetico, storico, religioso e culturale, ma anche genetico. Sono alberi con un'anima e hanno avuto certamente un angelo custode molto zelante se si sono salvati". (Alfonso Alessandrini)


Almeno cinquanta alberi millenari prossimi all'area archeologica di Egnazia corrono il rischio, imminente, d'essere abbattuti. La denuncia è del Centro Studi Internazionale Permanente per la salvaguardia degli ulivi dell'area del Mediterraneo.


La Provincia di Brindisi infatti intende allargare la strada che si dirama dalla litoranea Capitolo-Savelletri e raggiunge la provinciale più interna che da Capitolo conduce alla Fasano-Savelletri per consentire un più "comodo" accesso ai pullman che raggiungono il Museo e l'area archeologica di Egnazia.


Per far ciò dovrà chiudere un tratto di via litoranea ai bordi della quale, fiancheggiata da muretti a secco, insistono molti alberi di olivo monumentali, vecchi di oltre 2000 anni, dei tempi di Cristo e, coltivati dagli abitanti di Egnazia, fornivano olio alle mense degli imperatori romani.


Sono, perciò, di enorme valore paesaggistico, storico e culturale da essere oggetto di ricerche da parte di studiosi poiché documentano le origini della coltivazione dell'ulivo nella zona.


Nella denuncia del Centro Studi si rileva inoltre che circa un chilometro e mezzo più a nord il comune di Monopoli ha già realizzato da qualche anno una larga strada asfaltata di cui quella che si vorrebbe ampliare costituirebbe un inutile duplicato.

Ma il pericolo per gli alberi plurisecolari in Italia ha una dimensione molto più ampia.


Nel nostro paese esistono alberi che possono rivaleggiare in età con gli alberi più antichi del mondo. La loro importanza non è limitata solo al valore estetico-percettivo del paesaggio, ma coinvolge l'aspetto storico, quello delle tradizioni locali e la funzionalità del mantenimento degli equilibri ecologici. I grandi alberi sono testimoni di attività e consuetudini del passato non più in uso.


Eppure di questi alberi se ne fa strage estirpandoli per farne un commercio di lusso, venduti come sculture viventi lavorate dal tempo e dagli elementi naturali.


Questi alberi, piantati dalla civiltà contadina del passato, sono i capostipiti, i patriarchi di tutti gli olivi italiani e di buona parte di quelli del Mediterraneo.


Un tempo alberi considerati sacri sono ora diventati invece solo costosi ornamenti, perché la raccolta delle olive, che generosamente producono ugualmente nonostante la loro età, non è su di loro meccanizzabile.


Ecco quindi che da anni, senza che nessuno li fermi nonostante esistano leggi contrarie, i vivaisti e i proprietari ne hanno fatto un genere per ricchi proprietari di ville, disposti a spendere da 3 fino ai 15 mila euro per un solo esemplare.


Fonti: teatronaturale.it; biodiversita.info; crea.puglia.it


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