Terra Madre

"Il corpo obeso del bambino occidentale e lo scheletro di quello africano sono il prodotto dello stesso sistema alimentare, entrambi possono essere evitati." Vandana Shiva in Terra Madre di Ermanno Olmi.


Un maestro del cinema propone il proprio punto di vista sul grande tema del cibo e sulle implicazioni economiche, ecologiche, sociali a esso correlate.



Locandina del film Terra Madre di Ermanno Olmi


Clicca sull'immagine per vedere la scheda e il trailer del film

Recensione del film di Laura Spina


L'ultima fatica di Ermanno Olmi non poteva che essere scelta come film d'apertura della seconda edizione dello Slow Food on Film (Bologna, 6-10 maggio), festival internazionale di cinema e cibo promosso dalla Cineteca di Bologna e Slow Food.


Terra madre, infatti, è un film documentario nato dall'esigenza di «far conoscere a tutti coloro che ancora non sanno quegli esempi positivi che le Comunità dei contadini di tutto il mondo e i Presìdi Slow Food mostreranno durante il grande raduno a Torino del 2006», come scrisse Carlo Petrini, fondatore dell'associazione, allo stesso Olmi tre anni fa. E il progetto cinematografico ha preso il via proprio in quei giorni, durante il Forum Mondiale Terra Madre: uno straordinario meeeting, organizzato da Slow Food, che ha visto la partecipazione di migliaia di contadini e pescatori, provenienti da 153 nazioni diverse, ansiosi di confrontarsi gli uni con gli altri, orgogliosi delle proprie tradizioni enogastronomiche, decisi a condividere conoscenze agricole e a difendere strenuamente la biodiversità alimentare. Una moltitudine di voci, colori, suoni e sapori che Ermanno Olmi riporta oggi sul grande schermo, con grande forza. E così, chiunque ha la possibilità di ascoltare, dalla voce stessa di uno degli studenti coinvolti nell'iniziativa, l'incredibile esperienza dell'orto biologico promossa da una scuola del Massachussetts; oppure l'intervento prestigioso di Vandana Shiva, Presidente della commissione internazionale sul futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura, o i commenti entusiasti "rubati" durante la manifestazione, come quello di un contadino russo che, sorpreso e commosso, dichiara di non sentirsi più solo.


Ma Terra Madre non è solo un "reportage", seppur splendido e illuminante, di quell'esperienza (ripresa in digitale da sette troupes leggere). È un viaggio a tappe nello sconfinato mondo dell'agricoltura ecosostenibile, necessaria più che mai in questo momento di crisi economica e di consumismo sfrenato. Ecco quindi frammenti dell'inaugurazione della Banca mondiale dei semi, giornata storica tenutasi alle isole Svalbard (Norvegia) nel febbraio 2008, della raccolta di riso nella fattoria di Vandana Shiva in India (riprese dirette da Maurizio Zaccaro) e dell'incontro tra Carlo Petrini e altri illustri esponenti dello Slow Food-pensiero nel Comune di Roncade nel Veneto, sullo stesso suolo che, per quarant'anni, ha dato da vivere a un uomo che aveva deciso di "ritirarsi dalla vita frenetica e consumistica" cui siamo oggi abituati. Un uomo contro cui la Natura non si era ribellata perché lui non l'aveva voluta sfruttare fino a renderla sterile, e inutile, e che ha lasciato un'eredità preziosissima che Petrini vuole trasformare nel primo presidio italiano di Slow Food.


L'amore e il rispetto per la Madre Terra può avere, dunque, tantissime declinazioni e l'ultima parte del film (che poi è una mezz'ora buona) rappresenta quella più poetica ed essenziale. Con gli stessi ritmi, la stessa cura e gli stessi silenzi del contadino "spiato" dal maestro e da Franco Piavoli, Olmi ci racconta la vita agricola di un uomo devoto alla terra e ci regala momenti di pura poesia, una fotografia che incanta e riflessioni estremamente importanti. Perché mai come in questa fase storica ed economica è diventato fondamentale recuperare un giusto ed equilibrato rapporto con la natura, e trasformarsi in «ortolani di civiltà».


Fonte filmfilm.it


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