Aggiungere enzimi alla dieta. Perché può essere utile?

Contenitore con crauti fermentatiAbbiamo visto nel post precedente come i cibi crudi e non pastorizzati sono molto più digeribili poiché contengono già gli enzimi necessari a digerirli o meglio a predigerirli.


Sono diversi i fattori che possono creare problemi alla digestione e alterare la funzione enzimatica: alimentazione non equilibrata, cibi precotti, malcotti o trattati, bevande alcoliche, stati febbrili e di  raffreddamento, fattori di stress, indulgere troppo a tavola, masticazione insufficiente, dieta monotona o errate combinazioni alimentari, gravidanza, situazioni di intensa carica emotiva.

Alcuni propongono, per risolvere il problema della carenza di enzimi, di tornare ad una alimentazione più naturale e ricca di cibi crudi. Ma il problema non è così semplice. Intanto perché anche i cibi cotti apportano importanti nutrienti e soprattutto occorre considerare che l'impoverimento nutrizionale generato dall'agricoltura chimica spoglia i cibi anche della loro vitalità enzimatica.


Dopo decenni di alimentazione squilibrata, pastorizzata e chimica, la funzione pancreatica si altera e s'indebolisce, e la sola introduzione di alimenti crudi non è generalmente sufficiente a risolvere il problema.


Consideriamo anche che i cibi crudi che noi possiamo introdurre con una certa facilità nella dieta sono di origine vegetale (insalate, frutta ecc.), e gli enzimi presenti in tali alimenti sono inutili per la digestione di proteine e grassi, sempre più presenti nella dieta moderna.


Per tutte queste considerazioni, l'integrazione di alimenti opportunamente fermentati e/o degli enzimi da essi naturalmente estratti nella dieta appare sempre più necessaria, e può generare effetti davvero profondi non solo sul sistema gastrointestinale, ma anche su quello immunitario, metabolico, energetico.


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