Enzimi e predigestione. La scoperta di Edward Howell

Piatto con vegetali crudiI cibi crudi e non pastorizzati sono molto più digeribili poiché contengono già gli enzimi necessari a digerirli o meglio a predigerirli.


Il nostro stomaco ha diverse aree funzionali: la zona superiore del cardias, dove i cibi ingeriti sostano temporaneamente senza che il nostro organismo li attacchi con acidi o enzimi, è lo spazio deputato ad una vera e propria autodigestione dei cibi stessi, ammesso che si tratti di cibi crudi e naturali.


In tale area dello stomaco, gli enzimi naturalmente presenti nell'alimento producono una pre-digestione dello stesso che arriva, secondo le ricerche dell'enzimologo americano Edward Howell, fino al 50% per i carboidrati, il 30% per le proteine e oltre il 10% per i grassi! (1)


Questa autodigestione degli alimenti è, secondo Howell, estremamente importante perché solleva il nostro pancreas da uno stressante sovraccarico, lasciando a disposizione dell'organismo enzimi da usare per le attività immunitarie, energetiche ecc.


Inoltre una migliore digestione, oltre a produrre un'assimilazione ottimale dei nutrienti, riduce al minimo la produzione di quelle macromolecole indigerite che, compromettendo la funzionalità della parete intestinale, si trasformano in potenti allergeni da cui possono scaturire tutta una serie di patologie immunitarie e autoimmuni.


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(1) E.Howell, Enzyme Nutrtion, Avery Publishing, Wayne, New Jersey 1985.


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