Opponiamoci al suicidio di migliaia di contadini per causa dei brevetti

Una famiglia contadina in IndiaVandana Shiva mette sotto accusa le multinazionali dell'agro-chimica: "Ad oggi sono almeno 250 mila i contadini che in India sono morti suicidi a causa del cambiamento dei sistemi agro-alimentari imposti dalle multinazionali dell'agro-chimica attraverso i brevetti sul materiale vivente ed in particolar modo sulle sementi".


La scienziata indiana si è così espressa nel corso dell'evento internazionale organizzato a Roma dal COCIS, federazione di 25 Organizzazioni non governative italiane.


Durante il convegno è stato presentato il documento politico elaborato dal Comitato Scientifico e dai tre gruppi di lavoro: si tratta di proposte concrete rivolte al governo italiano e alla comunità internazionale per una revisione della normativa sulla proprietà intellettuale ed il commercio.

"Non credo che campagne come quella realizzata dal COCIS possano mai concludersi. - aggiunge  Vandana Shiva - La strada per l'affermazione dei diritti del Sud del mondo contro le attuali legislazioni internazionali, in materia di brevetti, è ancora lunga e la società civile può promuovere il cambiamento".


La campagna di sensibilizzazione sugli effetti della tutela della proprietà intellettuale sui processi di sviluppo (2006 - 2009) ha l'obiettivo di mobilitare la società civile europea a sostegno dei diritti delle popolazioni del Sud e per il cambiamento degli attuali regimi di protezione dei Diritti di Proprietà Intellettuale; per la denuncia e la prevenzione delle azioni di biopirateria e per un approccio della ricerca scientifica più orientato alle necessità dei Paesi del Sud del Mondo, alla sfera pubblica, alla valorizzazione e alla promozione di tecnologie appropriate ai contesti locali.


Le leggi sui brevetti sostengono una concezione dello sviluppo prettamente occidentale, in cui l'innovazione è inevitabilmente identificata con il rapido avanzamento delle moderne tecnologie. Attraverso la Campagna si mira anche a promuovere un più generale cambiamento culturale, in direzione di una riscoperta del ruolo positivo delle conoscenze tradizionali locali nei processi di sviluppo e di autodeterminazione dei popoli del Sud, in contrasto con le tendenze prevalenti all'uniformità e all'omologazione scientifica e culturale.


"Questa campagna è solo la prima di altre iniziative che il consorzio COCIS intende sviluppare. Stiamo già lavorando su un nuovo progetto per proseguire il nostro impegno su una tematica così grave e poco conosciuta come quella dei brevetti sul vivente", ci informa Arturo Parolini, Presidente di Ricerca e Cooperazione, la ONG coordinatrice della Campagna.


Puoi firmare la petizione a sostegno dell'iniziativa qui.


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