Il valore nutrizionale del monococco


Spiga di monococco


Abbiamo visto nel post precedente come il monococco, antenato del grano coltivato nel vicino oriente a partire da più di 10.000 anni fa, sia stato fondamentale nella nascita dell'agricoltura.


Per migliaia di anni, fino all'età del Bronzo, in Europa il monococco ha rappresentato, insieme a farro e orzo, la base della dieta della popolazione agricola.

Oggi questo antico cereale, la cui coltivazione era stata quasi del tutto abbandonata, viene rivalutato per il suo alto valore nutritivo, ricco com'è di proteine, vitamine, carotenoidi (pigmenti liposolubili come il B-carotene, precursore della vitamina A), minerali e il basso tenore di glutine, importante per il problema delle intolleranze alimentari.


- Proteine totali 19,30 %
- Ceneri 2,41 %
- Carotenoidi 10,40 g/Kg
- Tocoli (Vit. E) 94,40 g/Kg


Microelementi:
- Zinco 50,00 mg/Kg
- Ferro 41,70 mg/Kg
- Manganese 38,00 mg/Kg


[Fonte: L'Antica Terra]


Trattando i chicchi al vapore a 120° C e per 10 minuti (parboilizzazione) i carotenoidi e i tocoli dal germe migrano verso l'endosperma, esaltando la qualità nutrizionale delle sue farine e, in alcuni casi, rendendo gli alimenti particolarmente indicati per i diabetici.


@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore

  • shares
  • Mail