Riscoperto in Italia un antichissimo e nutrientissimo cereale

Spiga di monococcoIl monococco (Triticum monococcum L.) è un frumento "vestito", ossia che presenta la cariosside racchiusa dalle glume anche dopo la trebbiatura.


Si tratta di un tipo di frumento che è stato fondamentale per la nascita dell'agricoltura in Europa. Era infatti coltivato già 23 mila anni fa sulle rive meridionali del lago di Tiberiade in Galilea e da lì si diffuse in tutta l'area mediterranea.


A partire dal 1000 a.C. la sua coltivazione venne progressivamente abbandonata a favore del più produttivo farro. A causa poi dell'avviarsi delle colture intensive è stato completamente dimenticato, ma fortunatamente il seme si è conservato in alcuni luoghi come le Alpi di Provenza dove recentemente ha ottenuto l'Indicazione geografica protetta.

Anche in Italia, già 5.000 o 6.000 anni fa, il monococco era comunemente coltivato. Durante alcuni scavi archeologici a Remedello, in provincia di Brescia, sono state ritrovate traccie di questo antico antenato del frumento. Suoi resti erano anche nello stomaco della mummia Otzi dell'età del Rame, rinvenuta nel 1991 in Alta Val Senales.


Da un paio d'anni viene coltivato a Cigole (BS) su alcune decine di ettari dall'Antica Terra, cooperativa agricola che promuove la coltivazione, trasformazione e commercializzazione di cereali antichi e persegue fini sociali, occupandosi dell'inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati.


Il cereale viene utilizzato per preparare diversi prodotti alimentari tra cui birra, pane, ravioli, pasta e biscotti.


Sul piano nutrizionale, si differenzia dal frumento, sia tenero che duro, per la sua eccezionale ricchezza in proteine, vitamine e carotenoidi, oltre che per l'elevato contenuto in zinco e ferro.


Inoltre ha un bassissimo contenuto di glutine (solo il 3%) e la ricerca ne sta valutando le proprietà per il consumo anche da parte dei portatori di particolari patologie, come il morbo celiaco, il diabete, alcune forme di cancro e diverse allergie alimentari.


Il monococco potrebbe infine essere impiegato con successo anche nell'alimentazione dei bambini, grazie alle caratteristiche di sapore e alla ricchezza dei suoi nutrienti.


Dopo millenni di abbandono, questo cereale merita di essere rimesso a coltura trattandosi di una specie con ottima resistenza naturale a malattie e stress, bassa necessità di concimazioni e spiccata adattabilità. Tutte caratteristiche idonee per l'agricoltura biologica e a basso input.


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