Grassi: rischi con i trans


Alimenti con grassi transGli acidi grassi trans si ottengono aggiungendo idrogeno ad un olio vegetale con l'obiettivo di renderlo solido. Ciò li rende più stabili e meno soggetti a irrancidimento. Il cambiamento di struttura che si ottiene con l'idrogenazione permette di prolungare la durata dei prodotti riducendo i costi di produzione.


A differenza dei grassi cis, normalmente presenti negli alimenti e nelle struttura morbida e flessibile delle pareti cellulari, l'idrogenazione induce un processo di indurimento che rende i grassi trans non adatti alla nostra fisiologia.


I grassi trans hanno un effetto ossidante, aumentando quindi i processi infiammatori e degenerativi a carico di cellule e tessuti, e il loro consumo frequente accresce, tra l'altro, il rischio di patologie cardiache. E' noto infatti che, oltre ad aumentare il colesterolo LDL nello stesso modo degli acidi grassi saturi, gli acidi grassi trans abbassano anche il livello di colesterolo buono HDL.


La presenza di acidi grassi trans negli alimenti è notevolmente aumentata negli ultimi decenni a causa del cambiamento delle abitudini alimentari e in particolare al crescente uso di grassi idrogenati nell'industria alimentare. Li troviamo in tutti gli alimenti che riportano come dicitura tra gli ingredienti: oli vegetali idrogenati, oli vegetali parzialmente idrogenati, grassi vegetali idrogenati, grassi vegetali parzialmente idrogenati, margarina. Da tenere in particolare sotto controllo biscotti, dolci, merendine, gelati, prodotti di pasticceria, surgelati e liofilizzati.


I protonutrimenti come la microalga Klamath, grazie alla presenza di acidi grassi essenziali del tipo omega 3 in forma cis e biodisponibile costituiscono un importante bilanciamento e difesa dai danni dei trans e altri grassi poco salutari presenti nell'odierna alimentazione.


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