Ma esiste davvero l'ADHD?

Ci sono forti perplessità, all'interno della stessa comunità scientifica, non solo sulla definizione, ma sull'esistenza stessa della patologia chiamata ADHD, termine con il Bimbo vivace su sigla ADHD (disegno)quale si indica il cosiddetto Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività.


Mentre la validità della sindrome è stata riconosciuta dalle più importanti società scientifiche di psichiatria infantile americane (American Academy of Pediatrics, American Academy of Child and Adolescent Psychiatry), europee (European Society for Child and Adolescent Psychiatry) e italiane (Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza), gli scettici pensano che i sintomi, essendo troppo generalizzati, siano semplici segnali di vivacità del bambino.

Sostanzialmente si afferma che il bambino affetto da ADHD manifesta una scarsa adattabilità alle regole sociali e un eccesso di disattenzione, iperattività e impulsività tali da compromettere le sue funzioni quotidiane.


Sintomi indicatori sarebbero: difficoltà nel mantenere l'attenzione su compiti e giochi per un tempo adeguato all'età, difficoltà a organizzarsi nei compiti e nelle attività, difficoltà ad attendere il proprio turno, irrequietezza motoria delle mani, delle gambe e di tutto il corpo, mancanza di continuità e perseveranza nelle attività, mancanza di autocontrollo sui versanti emotivo, motorio, cognitivo [fonte: sanihelp.it].


Ma lo stesso DSM-IV (Manuale Statistico Diagnostico della American Psychiatric Association) sul quale sono basati i criteri di classificazione della presunta malattia recita: "Non ci sono tests di laboratorio, valutazioni neurologiche, o valutazioni dell'attenzione che siano state stabilite come diagnostiche nella valutazione clinica del Disordine da Deficit di Attenzione/ iperattività. Tests che richiedono impegno nell'elaborazione mentale è stato notato risultare anormali nei gruppi degli individui con Disordine da Deficit di Attenzione/ Iperattività rispetto ai pari, ma questi tests non sono di dimostrata utilità quando uno cerca di determinare se un individuo particolare ha il disordine. Ancora non è noto quali deficit cognitivi fondamentali sono responsabili di tali differenze di gruppo".


Uno dei problemi infatti è la cosiddetta comorbilità. Infatti chi contesta, con altrettanto validi argomenti, la posizione ufficiale, insiste sul punto che la sua possibilità di categorizzazione è messa in discussione da molti altri disturbi che lo mimano. In pratica l'ADHD non è considerata una nosologia caratterizzata e giustificata sul piano scientifico e la sua diagnosi risulterebbe incerta e arbitraria.


Intanto l'ADHD fa guadagnare cifre enormi (si stima un giro d'affari di 2 miliardi di dollari costantemente in crescita) all'industria farmaceutica per la vendita dell'unica molecola (metilfenidato, nome commerciale Ritalin) prescritto ai bambini classificati ADHD. Si tratta di un farmaco che comporta effetti collaterali devastanti, fino anche alla morte dei piccoli pazienti. Leggi la triste storia di Matthews.


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