Betacarotene, sì ma quale?

Come è noto ai nutrizionisti, I famosi studi CARET e PHS, promossi dallo statunitense National Cancer Institute e pubblicati dal New England Journal of Medicine nel 1996, sono stati probabilmente i più ampi e lunghi studi umani mai realizzati allo scopo di testare l’attività anti-tumorale del becarotene.

Tali studi hanno mostrato come il betacarotene sintetico, e lo stesso betacarotene naturale ma isolato, lungi dallo svolgere un’azione antiossidante, agiscono come fattori ossidativi e addirittura, sembrerebbe, pro-tumorali.

A partire da quel momento, è diventato chiaro che per ottenere una potente azione antiossidante e preventiva dei tumori è necessario assumere il betacarotene in entrambe le sue forme cis e trans, cioè come si trova nel suo stato naturale, e soprattutto nella sua naturale sinergia con altri carotenoidi.[1]

In altri studi infatti, come quello svolto nella provincia cinese di Ling Xian [2], un supplemento giornaliero di betacarotene, unito però ad altri micronutrienti, ha diminuito del 10 per cento l'incidenza del carcinoma gastrico in una popolazione ad alta prevalenza.

Nella microalga Klamath il betacarotene si trova unito agli altri carotenoidi (Alfa, Gamma, Cantaxantina,  Astaxantina, Luteina,  Zeaxantina, Licopene ecc.) e ad altri circa 70 micronutrienti e cofattori nutrizionali.

Secondo Abrams, il fatto che la Klamath, a differenza della spirulina, possegga un significativo corredo di acidi grassi essenziali, consente all’alga di accumulare una più ampia gamma di carotenoidi (ben 15 nella Klamath!), il che renderebbe il potere antiossidante della Klamath superiore a quello della spirulina nonostante il loro contenuto di betacarotene si equivalga.[3]


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[1] Mayne S.T., et al., Beta-carotene, carotenoids and disease prevention in humans, in FASEB J., 10(7): 690-701 (1996); Pryor W.A., et al., Beta-carotene: from biochemistry to clinical trials, in Nutr Rev., 58(2 Pt 1): 39-53 (2000).
[2] J Natl Cancer Inst 1993; 85: 117
[3] K. Abrams, Le Alghe per la Salute, Tecniche Nuove, p.174.

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