Prevenzione nel neonato: i probiotici

bimbo allattato al seno


La flora batterica intestinale muta nel corso degli anni. Immediatamente, alla nascita, il nostro intestino è colonizzato da miliardi e miliardi di batteri appartenenti a varie specie e l'allattamento al seno ha un'importante funzione regolativa nei confronti della flora del lattante.


Il latte materno favorisce la prevalenza dei bifidobatteri, che svolgono un ruolo protettivo per la salute del neonato, nella cui flora è presente solo una minima percentuale di enterobatteri: all'incirca l'1%. Con l'allattamento artificiale si sviluppa invece una flora più eterogenea composta di  batteroidi, clostridi e streptococchi.


I neonati allattati artificialmente hanno perciò un rischio più elevato di contrarre infezioni intestinali, soprattutto, da virus enterici come il rotavirus.[1]


Anche se nutriti al seno, il problema può ripresentarsi con lo svezzamento, quando si incominciano a introdurre alimenti solidi. In questa fase infatti diminuiscono i bifidobatteri e la microflora diviene più simile a quella dell'adulto, costituita solo per il 50% da bifidobatteri, modificando l'assetto immunitario del lattante.


Di qui l'attenzione crescente da parte dei pediatri nei confronti dei probiotici, da addizionare sia al latte in formula che alle prime pappe, al fine di ripristinare la flora batterica ad uno stato ottimale.


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1. Shultsz C. et al: Probiotics in inflammatory bowel disease. The American Journal of Gastroenterology 2000.


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