Cheese horror: migliaia di persone hanno consumato il formaggio spazzatura senza saperlo!

disegno di ratto neibuchi del formaggioFormaggio fuso, spalmabile, formaggio grattugiato, mozzarelle, provola, stracchino, gorgonzola... Tutto di prima scelta e "genuino" garantito dai più pubblicizzati marchi nazionali.


"Fresco, cremoso, leggero..." oppure "l'alta qualità italiana" sbandierata e propinata anche all'estero.


E proprio tra quelli invece tanta robaccia purtroppo presente da anni nei frigoriferi di molti italiani e acquirenti stranieri.

Era formaggio avariato proveniente da aziende del settore. Scarti di produzione che venivano riciclati, mescolati e cotraffatti per arrivare prima ai supermercati e poi sulle nostre tavole.


Paolo Berizzi in un recente articolo su Repubblica riporta che nel formaggio "putrefatto c'era di tutto: vermi, escrementi di topi, residui di plastica tritata, pezzi di ferro. Muffe, inchiostro... E invece i banditi della tavola lo riciclavano. Lo lavoravano come prodotto 'buono', di prima qualità."


Tra le maggiori specialità  il "recupero" di mozzarelle ritirate dal mercato, di croste di gorgonzola, di preparati per toast composti con burro adulterato, di formaggi provenienti da black out elettrici di un anno prima.


"Una cosa disgustosa - racconta Mauro Santonastaso, comandante delle fiamme gialle -. Ancor più disgustoso - aggiunge il capitano Agostino Brigante -, è il sistema commerciale che abbiamo scoperto".


I pirati della contraffazione erano coperti dal servizio di prevenzione veterinaria dell'Asl (omessa vigilanza, ispezioni preannunciate). Sospesi, in seguito alle indagini, sia funzionari che tecnici dei presidi sanitari.


Tutto è emerso dalle intercettazioni - e poi vogliono farci credere che non sono necessarie anche per questo tipo di reati che attentano alla nostra salute e alla nostra vita -  dove si evidenziava la totale mancanza di scrupoli da parte degli indagati: "La merce che stiamo lavorando, come tu sai, è totalmente scaduta... merda... io poi aggiusto, pulisco, metto a posto..."


Sostiene Luciano Gianazza, curatore di Medicinenon, in un commento all'articolo: "scaricare la totalità della responsabilità sulle persone che commettono infrazioni, significa non rendere completamente giustizia. Il dito va puntato anche contro le multinazionali e i loro lobbisti, i funzionari e i politici conniventi che si lavano le mani lasciando fare il lavoro sporco a terzi, per poi emettere comunicati in cui dichiarano che erano completamente all'oscuro dell'intera faccenda."


Per l'elenco delle aziende e dei marchi coinvolti vedi l'articolo di Paolo Berizzi.


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