Big Pharma, giù le mani dai bambini

Volto di bimbo con caduceo sulllo sfondo"...Gli interessi delle multinazionali del farmaco sono molto ben rappresentati, anche in Italia all'interno delle nostre istituzioni, la 'capacità di fuoco' di queste aziende - attente innanzitutto ai profitti - è davvero elevata. Come ebbe a dire Loris Jacopo Bononi, già elemento di punta della Pfitzer, 'solo chi ha vissuto le multinazionali del farmaco dall'interno ne ha chiara l'inaudita potenza'. Secondo: siamo da sempre convinti che la partita vada giocata non tanto sul 'vietare' qualcosa, quanto sull'informazione per una scelta consapevole. Il grande lavoro che stiamo facendo da quattro anni a questa parte è quello di sensibilizzare le famiglie, informarle dei rischi di queste terapie a base di psicofarmaci, dell'inutilità di strategie terapeutiche 'tampone' che non risolvono nulla."


Chi parla è Luca Poma,  portavoce nazionale di Giù le Mani dai Bambini che in un'ampia intervista rilasciata al "Los Angeles Press Club" (USA) affronta i vari aspetti legati al business degli psicofarmaci ai bambini, le pressioni delle multinazionali, le mancanze degli organismi sanitari di controllo e fa il punto della situazione in Italia su questo problematico e controverso argomento.

Dopo l'autorizzazione al commercio in Italia di alcuni potenti psicofarmaci per minori (Ritalin, Strattera e Prozac) l'Istituto Superiore di Sanità e l'Agenzia Italiana del Farmaco hanno approvato anche i relativi protocolli per le prescrizioni ai bambini iperattivi.


Luca Poma spiega perché importanti psichiatri, tra cui anche docenti universitari, hanno criticato questi protocolli ritenuti "troppo permissivi" sull'utilizzo dei farmaci, e come siano stati prontamente organizzati incontri con le autorità, sia a livello nazionale che locale, per proporne la revisione.


Tra i risultati proficui di queste iniziative sono da annoverare i provvedimenti adottati da alcune regioni come Piemonte e Trentino, dove "sono state approvate due leggi che limitano l'uso di questi contestati prodotti farmacologici sui bambini e soprattutto vietano gli screening psichiatrici nelle scuole, che - camuffati da ricerche scientifiche - sono sempre stati in tutte le nazioni del mondo il principale strumento di pre-marketing per le multinazionali del farmaco. Un terzo dei capoluoghi di provincia italiani appoggiano e patrocinano Giù le Mani dai Bambini, La Puglia poi ha deciso di rivedere i protocolli che Roma si rifiuta di toccare, dando una grande prova di coraggio come istituzione davvero al servizio dei cittadini e delle loro istanze. Sarà un effetto domino, nel prossimo periodo, le istituzioni sanitarie nazionali saranno travolte dalla loro stessa inerzia. E non potranno neanche dire di non esser stati avvisati."


Leggi l'intervista completa.


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