Plastica biodegradabile dagli alimenti: un progetto italiano

Certificato un brevetto italiano per produrre bioplastica dalla barbabietola. E' stato proposto da un'azienda attiva nel settore delle moderne biotecnologie, Bio on, e da Co.pro.bi, Cooperativa produttori bieticoli di Bologna.



Barbabietole a vari stadi di crescita


La certificazione ottenuta attesta la completa biodegradabilità in acqua del prodotto e a temperatura ambiente.

La molecola di base è il Polyhydroxyalkanoato o Pha, che è un poliestere lineare prodotto da una fermentazione batterica dello zucchero. Ed è la prima volta - si legge nel comunicato di Bio on- che il Pha si ottiene da barbabietole e dai suoi derivati e non da oli o amido di cereali come la maggior parte dei biopolimeri oggi in commercio.


"Il progetto industriale sarà avviato dal punto di vista quantitativo entro il 2009 e si prevede una produzione di circa 10mila tonnellate come base di partenza" ha annunciato Marco Astorri, amministratore delegato di Bio on.


Ma quanto è effettivamente ecocompatibile ed ecosostenibile, considerando anche l'utilizzo di una risorsa alimentare?


Rispondono i detentori del brevetto: "utilizziamo principalmente gli scarti di produzione, quindi non ci sarà nessuna competizione sul lato alimentare... i consumi energetici non ci sono, perché partiamo da scarti, quindi non si consuma né acqua né energia per la materia prima; sono direttamente utilizzabili e quindi non c'è bisogno di trasportarli; la produzione del biopolimero è fatta da batteri che trasformano interamente lo zucchero, senza quindi processi tecnologici energivori. E si ottiene un prodotto che ha altissime prestazioni, anche per il fatto che è resistente a temperature più alte rispetto ad altri biopolimeri ed ha anche la caratteristica della stampabilità e di poter essere accoppiato alla carta, elementi di grande interesse dal punto di vista del fine vita".


Maggiori dettagli qui.


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