L'avvento dei cyberpazienti

Monitor con fonendoscopioLe parole sui temi legati alla salute sono quelle più utilizzate nei motori di ricerca su Internet. Con milioni le pagine visitate è nata una nuova specie: i cyberpazienti.


Sono definiti così i pazienti informati che, insoddistatti del poco tempo e dell'insufficienza di spiegazioni chiare da parte dei medici, cercano un approccio diverso alla propria salute e nuove forme di comunicazione col personale sanitario.

Se n'è parlato oggi al FEST di Trieste, la Fiera Internazionale dell'Editoria Scientifica.


Ulrike Felt, sociologa della scienza all'Università di Vienna ha sottolineato che per i cyberpazienti "Internet è usato anche come 'banco di prova' per verificare se il medico ha 'detto giusto' e se i pazienti possono fidarsi di lui. Le informazioni sanitarie trovate sul web così assumono il ruolo di un secondo parere autoelaborato, importante per decidere se seguire o meno il consiglio del medico."


Il fenomeno non è giudicato dagli addetti ai lavori in modo negativo. La Felt infatti osserva che Internet "permette di farsi un'opinione del proprio stato di salute prima di andare dal medico e di tradurre le osservazioni personali nel suo gergo. Con un paziente preinformato il medico non deve 'perdere tempo' in spiegazioni troppo vaste nei pochi minuti di una visita. Oppure i pazienti sostengono che con l'aiuto del web riescono a tradurre, a casa, quello che ha detto il dottore. L'informazione sanitaria sul web è quindi vista dai pazienti come un elemento importante nel 'rimediare' a un rapporto col medico avvertito come stressante."


Cambiano quindi i tradizionali rapporti di autorità e fiducia tra medico e paziente che in futuro "dovranno essere negoziati con più intensità rispetto a prima. I pazienti dovranno informarsi, ma starà ai professionisti della sanità, sviluppare le capacità di avere un approccio più adeguato a questi pazienti informati."


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