Alghe: un cibo antico per il futuro/4

Donna che raccogle algheLe alghe utilizzate per l'alimentazione crescono in genere vicino alla costa, attaccate alle rocce a diverse profondità, da appena sotto la superficie fino a una diecina di metri sotto il livello di bassa marea.


In mare aperto troviamo invece sia le alghe più piccole (diatomee) unicellulari che, insieme ad altri minuscoli organismi animali, formano il cosiddetto plancton, sia quelle molto grandi come le famigerate sargassacee, da sempre terrore dei marinai a causa del pericolo che i loro estesissimi ammassi costituiscono per la navigazione.

Il Fitoplancton in particolare è il primo anello della catena alimentare che attraverso i crostacei, i pesci, i mammiferi marini, giunge fino all'uomo. Esso fornisce una gran parte dell'ossigeno dell'aria che respiriamo e questo è uno dei principali motivi per cui è urgente arrestare con tutti i mezzi possibili l'inquinamento delle acque.


Infatti l'opacità provocata da molte sostanze presenti in superficie rinvia la luce nello spazio come uno specchio e priva i fondali marini dei fotoni necessari alla vita di molte alghe che a causa di ciò muoiono.


Ma le alghe sono importanti anche sulla terraferma: le Cyanophita per esempio, chiamate anche alghe azzurre per il particolare tipo di pigmento grigio bluastro, sono presenti anche nei terreni umidi come quelli delle risaie, dove aiutano a fissare l'azoto rifornendo in tal modo le radici delle piantine di questo importantissimo elemento.


Esse scompongono anche le rocce dei vulcani delle isole nate in seguito a una eruzione, cosicché dal loro sgretolamento si forma nel giro di pochi anni il terreno adatto per lo sviluppo della vegetazione.


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