Alghe: un cibo antico per il futuro/1

Scorcio di panorama marinoMentre un tempo era possibile gustare alghe soltanto in alcuni circoli vegetariani o nei ristoranti giapponesi, oggi l'interesse per questo tipo di alimento si sta risvegliando un po' ovunque.


Gli studiosi definiscono le alghe, per il loro eccezionale valore nutritivo, il cibo del futuro sostenendo che non siamo troppo lontani dal momento in cui la maggior parte delle persone si rivolgerà al mare per ricavarne nutrimento.


L'uso delle alghe nell'alimentazione è molto antico e risale probabilmente alla preistoria. Nei tempi passati venivano utilizzate in diversi paesi europei come nutrimento soprattutto nei periodi di carestia e si racconta che i primi coloni inglesi che si stabilirono nella Nuova Inghilterra continuarono per diverso tempo a importare dal loro paese di origine una varietà di alga bruna, da essi molto apprezzata, che chiamavano "Muschio d'Islanda", finché non scoprirono che potevano trovarne in abbondanza anche sulle coste americane.


La lattuga di mare (Ulva lactuca) viene ancora consumata cruda, condita come l'insalata lungo le coste dell'Atlantico settentrionale; assai gustosa nel Galles e Irlanda è la ''Dilsea edulis" e in Italia sono noti gli ''spaghetti turchi" (Nemalion lubricum).


Anche gli Indiani d'America le apprezzavano e affrontavano spesso lunghi viaggi per arrivare fino alla costa più vicina e raccoglierne; alcune tribù le seccavano e, dopo averle sminuzzate, le utilizzavano come sale nella loro cucina.


Similmente si comportavano i montanari delle Ande che in tal modo riuscirono a rifornirsi dello iodio necessario a prevenire la formazione del gozzo, a differenza degli Svizzeri i quali, per ovviare a tale problema, dovettero attendere che fosse scoperto e isolato tale elemento minerale.


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