Energia dal sole: se è così semplice, perché allora non si fa?

Impianto solare a specchi"...non solo il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l'uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni, come del resto anche l'oro, il platino o il rame. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra".


Chi parla, in una recente intervista a Repubblica, è il premio Nobel Carlo Rubbia, che in questi ultimi anni si è dedicato intensamente allo studio delle energie da fonti rinnovabili e in particolare al solare termodinamico a concentrazione, una tecnologia che utilizza un sistema di specchi per catturare l'energia solare.


"Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro - avverte Rubbia - e che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l'uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie... Noi possiamo sviluppare la tecnologia e costruire impianti di questo genere nelle nostre regioni meridionali o magari in Africa, per trasportare poi l'energia nel nostro Paese... Per rifornire di elettricità un terzo dell'Italia, un'area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma".


Perché allora se è così semplice, non si fa?


Lo scienziato risponde: "Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com'è accaduto del resto per il computer vent'anni fa".


Leggi l'intervista completa di Giovanni Valentini.


@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore

  • shares
  • Mail