Ritorno in Tibet: la lunga marcia della pace


Vista di città tibetana

"E' arrivato il tempo per me di tornare in Tibet. L'ultima volta che ci andai nel 1997 - dopo la mia laurea - fui arrestato dalle autorità cinesi; sono stato picchiato, interrogato e mi hanno lasciato senza cibo, quindi venni espulso dal Tibet dopo che mi avevano tenuto rinchiuso in prigione per tre mesi a Lhasa e Ngari. Avevo raggiunto il Tibet a piedi da solo attraversando le montagne himalaiane  partendo dal Ladakh. Undici anni dopo ritornerò in Tibet a piedi anche questa volta. Senza chiedere il permesso ritornerò a casa mia. Perchè dovrei preoccuparmi dei documenti emessi dal regime coloniale cinese, che non solo ha occupato il Tibet, ma anche ha messo il Tibet sotto un regime militare e fa vivere il nostro popolo in tirannia e sotto una brutale repressione giorno dopo giorno da cinquant'anni? (...) In passato sono salito in cima ad edifici per chiedere libertà, mi sono gettato davanti all'ambasciata cinese a Nuova Delhi, ho trascorso mesi in prigione, sono stato picchiato, ho combattuto in tribunale ma non ho mai perso la dignità della lotta: il mio credo è la NON VIOLENZA. La marcia per il Tibet sarà non violenta; è un sadhana, un tributo spirituale alla verità e alla giustizia per le quali noi stiamo combattendo. Questa è la nostra Lunga Marcia per la libertà."


Riportiamo questo stralcio da  una lettera di un giovane ma importante poeta tibetano esule in India: Tenzin Tsundue.

E' stata scritta prima del 10 Marzo, quando è partita dall'India la lunga marcia dei Tibetani per tornare nel loro paese. La polizia indiana li ha arrestati, ma altri poi hanno preso il loro posto per proseguire.


La marcia "del ritorno" verso  il Tibet è stata organizzata dal Movimento d'Insurrezione  del Popolo tibetano, uno sforzo comune messo assieme da cinque grandi organizzazioni non  governative tibetane: il Congresso dei giovani tibetani, l'Associazione Donne Tibetane, il Movimento Tibetano Gu Chu Sum (un associazione di ex-prigionieri tibetani), il Partito Democratico tibetano e gli Studenti per la libertà del Tibet.


Si tratta della più importante iniziativa mai messa in piedi dai tibetani. La marcia iniziata da Dharamasala, la capitale dei tibetani in esilio, dopo aver attraversato Delhi, avrebbe dovuto dirigersi verso il Tibet, raggiungendo il confine proprio nel momento in cui ci sarà l'apertura dei giochi olimpici di Pechino 2008 (14-25 agosto).


Da una settimana la marcia è sospesa e la sua ripresa dipenderà molto anche dal sostegno internazionale.


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