Il vaccino della discordia

Microbi e siringa Dall'inizio di quest'anno in Italia tutte le bambine (circa 280 mila) che hanno compiuto il dodicesimo anno di età possono sottoporsi alla vaccinazione gratuita contro il papillomavirus (HPV).


Ragazze più grandi o donne adulte dovranno invece acquistare il vaccino in farmacia a proprie spese. Il prezzo è di 188,15 a confezione e deve essere ripetuta tre volte nell'arco di un anno, con un costo totale che diventa così di 564,45 euro.


Il nuovo vaccino, Gardasil, dovrebbe proteggere contro 4 tipi di papillomavirus, considerati tra le possibili cause o concause del tumori del collo dell'utero e dei condilomi genitali.

Come nel caso di altre vaccinazioni non tutti però sono d'accordo poiché i benefici ed i rischi non sono ancora completamente noti. Il vaccino, per esercitare la propria attività protettiva, deve essere somministrato a ragazze che non hanno avuto rapporti sessuali e il vaccino non offre una protezione per tutti i tipi di HPV (circa una dozzina) associati al tumore della cervice. Infine esso non protegge chi à già infettato con il virus. Le donne quindi, anche dopo la vaccinazione, continueranno ad essere esposte al rischio di insorgenza di tumore.[1]


Negli USA la società produttrice di Gardasil, Merck & Co, sostiene la tesi che è necessario effettuare il più rapidamente possibile la vaccinazione per debellare la malattia. Le associazioni dei consumatori invece affermano che la vaccinazione non è necessaria, perché la maggior parte delle infezioni da papillomavirus (70-90%) è transitoria e l'incidenza di carcinoma alla cervice è bassa.


Si stima che il mercato dell'infezione da HPV potrebbe produrre ricavi per 5 miliardi di dollari/anno. Merck ha perciò finanziato l'associazione Women in Government, che raccoglie le donne legislatrici di entrambi gli schieramenti, la quale ha tenuto negli ultimi 2 anni cene e conferenze in tutti gli stati promuovendo la lotta contro il tumore della cervice uterina.


Sulla propensione di alcuni politici a rendere obbligatoria la vaccinazione anti-HPV, è stata ventilata l'ipotesi che la concessione dell'obbligatorietà sarebbe un modo per risarcire Merck dalla perdita del Vioxx, il farmaco antinfiammatorio ritirato nel 2004 perché causa di gravi eventi avversi cardiovascolari.


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[1] Harvard Women's Health Watch, 2007


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