Ancora sul colesterolo: un mito ad uso e consumo dell'industria farmaceutica

Pillole anticolesteroloGià avevamo parlato ampiamente tempo addietro delle bugie sul colesterolo in una serie di post a partire da qui.


Grazie alla segnalazione di una nostra lettrice, Rosanna, leggiamo sul Corriere Salute un articolo che confermerebbe ulteriormente l'infondatezza scientifica del colesterolo come causa di patologie cardiovascolari.


L'autrice, Adriana Bazzi, afferma: "...si è sempre confuso il colesterolo con le proteine che lo trasportano nel sangue, le lipoproteine. Il carico con il mezzo di trasporto. E il colesterolo è diventato buono o cattivo a seconda che sia veicolato da lipoproteine a alta densità (Hdl) o a bassa densità (Ldl). Potrebbe, dunque, non essere il colesterolo in sé il vero nemico (l'infarto colpisce anche persone con colesterolo normale), ma un'anomalia delle lipoproteine."


Perché allora a tutt'oggi permane così radicata, anche tra i medici, questa credenza? La giornalista ipotizza che dietro ci siano esclusivamente interessi economici: "...Le industrie hanno tutto l'interesse a promuovere l'ipotesi colesterolo, ad allargare la quota di consumatori di farmaci anticolesterolo (lo hanno fatto riducendo sempre di più i livelli normali nel sangue in modo da creare più «malati» come ha già denunciato il British Medical Journal) e a giocare sull'ipotesi colesterolo buono (da aumentare) e cattivo (da ridurre) per proporre nuove molecole dal momento che stanno scadendo i brevetti di quelle vecchie. Peccato però che un farmaco con questo nuovo meccanismo d'azione, il torcetrapib, invece di prevenire infarti e ictus li provoca (lo studio è stato interrotto un anno fa)..."


Leggi l'articolo completo.


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