Cibo bio: 40% più nutriente di quello convenzionale. Il governo però taglia i fondi

Come anticipavamo nel post di ieri, secondo una recente ricerca i cibi bio sono più nutrienti di quelli ottenuti con metodi convenzionali. L'ha stabilito l'Università di Newcastle, in Inghilterra, che ha avviato un progetto di quattro anni (finirà nel 2008) e stanziato 18 milioni di euro provenienti da fondi europei per studiare le differenze fra alimenti prodotti con l'agricoltura convenzionale e alimenti da agricoltura biologica.



Immagini da aziende bio


Lo studio ha evidenziato che "frutta e verdura bio contengono fino al 40% in più di nutrienti se coltivati senza l'utilizzo di fertilizzanti e pesticidi". Inoltre per la maggiore presenza di vitamine e antiossidanti, aiutano a prevenire meglio tumori e malattie cardiovascolari. In più, gli alimenti biologici contengono maggiori quantità di ferro, zinco e altri minerali essenziali spesso carenti nell'alimentazione odierna.

Secondo il coordinatore dello studio, Carlo Leifert, i vantaggi dei prodotti biologici sono tali da paragonarsi a "una porzione extra al giorno di frutta e verdura". Lo studio non è stato ancora pubblicato, ma Leifert afferma: "le evidenze sono tali da indurre l'Agenzia europea sulla sicurezza alimentare a cambiare 'indirizzo' e posizione sul cibo bio".


Ma allora ci chiediamo: se uno studio sostenuto dalla comunità europea conferma che il cibo bio è più sano di quello coltivato o allevato secondo i metodi tradizionali, perché proprio ora i nostri politici tagliano i fondi al biologico?


Nel post in cui denunciavamo questa vergognosa scelta del Ministero per le Politiche Agricole, Marco Pagani commentava: "Purtroppo in fase di approvazione della finanziaria si assiste alla solita corsa dei vari furbetti ai finanziamenti a pioggia e i più deboli ne fanno le spese. L'agricoltura biologica dovrebbe al contrario essere al centro dell'attenzione del Ministero, dal momento che non è un lusso, ma l'unico modo per superare la pesantissima dipendenza dell'attuale agricoltura industriale dai combustibili fossili".


Come al solito, un problema politico quindi più che scientifico. Ma cosa dovranno salvaguardare ancor più che la salute e l'ambiente, da cui dipende il futuro e la sopravvivenza dell'umanità stessa? Magari c'è un serio motivo che ci sfugge. Qualcuno potrebbe illuminarci?


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