Non di sole calorie... Qual è la dieta giusta?

Giovane donna che prepara spremutaGiustamente Elisabetta Iafrate di cibosalute osservava, in un commento a un mio post della scorsa  settimana, "Una restrizione calorica di 6 mesi può avere effetti benefici, ma sui lunghi tempi, occorre valutare quali sono i rischi di sbilanci alimentari che comporta (...) nel mio lavoro ho spesso a che fare con persone manutrite e sovrappeso perchè hanno colto informazioni parziali da messaggi di questo tipo".


Nel post si accennava ad un esperimento in cui si mostrava che, riducendo la quantità di cibo per un determinato periodo di tempo, miglioravano alcuni indicatori associati al benessere e alla longevità: insulina, temperatura interna, stress ossidativo.


Sicuramente mangiar meno, rispetto agli eccessi attuali dell'uomo occidentale, può apportare dei benefici, ma diminuire soltanto la quota calorica generale, senza considerare che cosa privilegiare tra i vari gruppi di alimenti, gli abbinamenti giusti ecc. può causare sicuramente degli scompensi. Sono d'accordo.


Abbiamo parlato in passato di popoli che mangiavano pochissimo ed erano forti, sani e longevi, ma anche di altri, ottime forchette, che stavano bene lo stesso. E' il caso ad esempio dei Greci che, come riportato in un precedente post, pur essendo il popolo più pingue d'Europa (il 40% dell'energia della loro dieta proviene da grassi), consumando prevalente olio d'oliva e quasi il doppio di verdure e pesce rispetto a noi, hanno una mortalità cardiovascolare bassissima.


Allora non basta valutare solo quanto si mangia, ma è importante la qualità e la densità nutrizionale degli alimenti che assumiamo. Molti cibi odierni sono in pratica calorie vuote. Anche la scala di priorità e le proporzioni sono importanti. Riprenderemo il discorso.


@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore

  • shares
  • Mail