Mettendosi a dieta si campa di più e s'invecchia meno?

foto di mele in metro a nastroPraticamente sarebbe tutto il contrario del vecchio detto "A tavola non s'invecchia".


Nel post del 10 ottobre accennavamo a esperimenti su cavie che mostravano, riducendo la quantità di cibo introdotta, un allungamento medio della vita di circa un terzo rispetto al gruppo di controllo. Ma, come sempre avviene in questi casi, ci si chiede se il risultato può essere esteso anche agli umani.


Ricerche indirette sono state svolte in tale direzione. Ne riportiamo una in particolare condotta un paio d'anni fa da Eric Ravussin e il suo team dell'Università di Baton Rouge in Louisiana, i quali studiarono su volontari come la riduzione dell'apporto calorico potesse influenzare i marcatori biologici connessi alla longevità.[1]


Le persone sottoposte a dieta, oltre ad aver perso circa il 10% o più del peso corporeo, mostravano ridotti livelli di insulina e una ridotta temperatura interna media alla fine dello studio durato sei mesi.  Entrambe sono caratteristiche associate anche alla longevità negli animali.


Infine fu osservata una riduzione del danneggiamento del DNA nelle cellule del sangue. Si tratta di un dato particolarmente significativo, poiché si sa che alcuni residui del metabolismo, producendo stress ossidativo, attaccano il DNA, accelerando l'invecchiamento e contribuendo allo sviluppo delle malattie degenerative.


Leggi l'abstract dello studio.


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1. Journal of the American Medical Association (vol 295, p1539)


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