Iperattività e disordini dell'attenzione: c'entrano i coloranti?

Schizzo di bimbo vivaceUna recente ricerca dell'Università di Southampton, condotta per conto dell'autorità britannica sulla sicurezza alimentare (FSA), mette in guardia sugli effetti collaterali di merendine, caramelle e bibite che contengono un'alta percentuale di coloranti e conservanti.[1]


Secondo il professor Jim Stevenson, responsabile dello studio, gli additivi alimentari contenuti in molti cibi consumati dai bambini sono alla base di un peggioramento del loro comportamento. Tra le principali conseguenze, cali di attenzione e impulsività che influenzano in maniera negativa anche la capacità di apprendimento dei più piccoli.


Dall'analisi dei dati raccolti su un campione di 300 bambini tra i 3 e i 9 anni, i ricercatori hanno potuto constatare che molti mostravano significativi cambiamenti di comportamento quando bevevano succhi di frutta aromatizzati o colorati.


Nello studio vengono menzionate anche le sostanze esaminate: si va dal giallo tramonto altrimenti indicato con la sigla E110 alla carmoisina (E122), tartrazina (E102), al rosso ponceau (4R) e agli additivi come il sodio benzoato (E211).


Secondo le statistiche ufficiali, il 2,5% dei bambini britannici soffre del disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Stime internazionali parlano, invece, di una cifra ben più alta, compresa tra il 5 e il 10%.


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1. McCann et al: Food additives and hyperactive behaviour in 3-year-old and 8/9-year-old children in the community: a randomised, double-blinded, placebo-controlled trial. The Lancet, 06 September 2007


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