Bifidobatteri, tiroide e malattie autoimmuni

immagine della ghiandol tiroideIeri abbiamo parlato dell'importanza dei bifidobatteri per la salute dell'intestino e accennato che una loro integrazione previene i disturbi della tiroide e le malattie autoimmuni.


E' stata dimostrata infatti [1] la capacità dei bifidobatteri di proteggere le cellule intestinali dai batteri patogeni, incluso il batterio Yersinia enterocolitica che produce sostanze che attaccano la ghiandola tiroidea, causando un'iperproduzione dell'ormone tiroideo.


In pratica l'infezione da Yersinia scatena una reazione autoimmune non solo nei confronti delle cellule tiroidee ma anche hei confronti del recettore del TSH e la ghiandola è stimolata in maniera eccessiva per la presenza di una quantità rilevante dell'ormone.


Il batterio non solo attacca la tiroide, ma predispone a sviluppare anche altri tipi di malattie autoimmuni. Infatti pazienti con alti tassi di Yersinia nel corpo tendono maggiormente a questo genere di patologie.


L'uso, coadiuvante ad eventuali terapie specifiche, di bifidobatteri che contrastano il batterio Yersinia aiuta a prevenire quindi anche le patologie autoimmuni. L'azione si basa sia sulla competizione biologica (i batteri amici sottraggono spazio a quelli patogeni), sia sul rilascio, da parte dei bifidobatteri, di sostanze antibiotiche naturali come la bifidina.


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1. Ninkaya et al., Role of bifidobacteria in enteric infection, in Bifidobacteria Microflora, 5, 1984, pp.51-55


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