Stragi familiari e psicofarmaci

madre disperata e bambinoTra i partecipanti all'esteso dibattito che si sta sviluppando nel blog sugli psicofarmaci, Mirko (commento n.23) fa notare che nel nostro paese si verificano numerosi casi in cui "...una madre uccide il proprio figlio e poi tenta il suicidio, oppure uccide il proprio figlio e non ricorda come sia accaduto. Alcuni giorni dopo si legge che *LA MADRE ERA SOTTO CURA DI ANTIDEPRESSIVI*..."


Possibile, si chiede ancora Mirko, che "...non esistono cure diverse? Perchè la donna cade in depressione? Non potrebbe essere che, a seguito del parto sicuramente sacrificante per una donna e dispendioso in quelle che sono le componenti essenziali del nostro corpo umano, invece di prescrivere antidepressivi non si consigli un utilizzo superiore di vitamine, sali e quantaltro? Purtroppo in ballo ci sono sempre interessi economici..."

Il termine "depressione postpartum", come spiega nel dettaglio questa pagina web, si riferisce a episodi depressivi successivi al parto, caratterizzati da malinconia, ansia, irritabilità, cambiamenti di umore e stanchezza...


Un'altro termine usato per definire la sindrome è "baby blue". Per lo più sono però alterazioni di breve durata che si risolvono da sé in una decina di giorni senza intervento medico.


In un articolo di Amanda Adams, pubblicato su La Leva di Archimede, dal titolo "Psicofarmaci e stragi familiari" si afferma tra l'altro:


"...Il consumo di antidepressivi in Italia, secondo la OSMED, ha subito un aumento del 75% in termini di dosi nell'arco di 3 anni dal 2000 al 2003. Nello stesso periodo gli omicidi perpetrati all'interno delle famiglie e quelli di carattere passionale sono aumentati in modo preoccupante, mentre quelli per furto, rapina e quelli legati da atti di criminalità organizzata sono diminuiti complessivamente del 50%.
Aumentano le prescrizioni degli psicofarmaci, aumentano gli scatti di follia acuta che portano ad uccidere persone amate.
Il collegamento è semplice, ma lo è ancora di più se facciamo attenzione alle informazioni che ci danno. In più dell'80% degli articoli nella cronaca nera sugli omicidi famigliari o passionali, viene specificato che l'assassino assumeva antidepressivi o psicofarmaci nel periodo antecedente all'omicidio..."


Si torna quindi a parlare di possibile relazione tra antidepressivi e tendenza a omicidio/suicidio. Sicuramente un tema scottante e problematico da approfondire e indagare.


Leggi l'articolo completo di Amanda Adams.


Vedi anche Le Stragi Famigliari di Luciano Gianazza


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