Omicidi e farmaci: perché non ne parlano?

Manifesto promozionale per psicofarmacoSembra che Cho Seung Hui, l'omicida del Virginia Tech stesse prendendo antidepressivi. Anche gli sparatori di Columbine, strage avvenuta otto anni fa, assumevano psicofarmaci.


E' quanto evidenzia Luciano Gianazza, in un recente articolo su medicinenon, ricollegandosi alle ipotesi che già da vari anni alcuni psichiatri hanno avanzato sul possibile collegamento fra uso di psicofarmaci e tendenza al suicidio/omicidio (vedi ad esempio anche questa pagina web sugli effetti collaterali del prozac).


L'autore così commenta l'episodio:

"...E in effetti il ragionevole dubbio che gli psicofarmaci inducano all'omicidio e al suicidio potrebbe diventare certezza se delle ricerche in tal senso venissero fatte senza l'ostruzionismo delle case farmaceutiche per ovvi motivi, interessi economici che raggiungono cifre astronomiche, e quando dico astronomiche non sto esagerando. Oltre a questo c'è l'omertà dei media che molto raramente riportano che gli autori delle stragi nelle scuole o delle cosiddette stragi famigliari, nella quasi totalità dei casi, erano psichiatrizzati e dediti al consumo di psicofarmaci, e quando fanno dei timidi accenni, lo fanno in maniera quasi inavvertibile, proprio di sfuggita. La ragione per cui i media non riportano che molto spesso gli individui che vengono colti da raptus omicidi o suicidi erano dediti al consumo di psicofarmaci è che le case farmaceutiche costituiscono una grossa fetta dei loro inserzionisti, che nell'arco dell'anno pagano milioni di euro per la pubblicità delle loro pastiglie per il mal di testa, antiacidi e lassativi, e, in un mondo in cui l'etica ha un valore minore del denaro, nessuno, fra coloro che hanno perso la propria integrità personale, sputa nel piatto dove mangia."


Certamente è una relazione che andrebbe ulteriormente indagata e confermata. Alcuni fanno notare che bisognerebbe prendere in considerazione anche l'effetto dell'ambiente e la sua interazione con la chimica.


Come si sa infatti, nella ricerca scientifica, il metodo di esaminare le opzioni contrarie è indispensabile nelle indagini statistiche a campione.


Comunque ci chiediamo: seppure fosse solo un dubbio o una probabilità, perché non se ne parla?


Leggi l'articolo completo sul sito di medicinenon.


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