Animale e uomo

bassorilievo di centauroProsegue sempre più incessante e interattivo il dibattito interno alla blogosfera sui cibi animali: è giusto cibarsene? Si può vivere solo di proteine vegetali? Quanto può far bene o male mangiar pesce o carne alla salute e all'ambiente?... Il nostro post sul tema, Pasqua senza agnello?, è giunto alla cifra record di 90 commenti: un vero e proprio forum sull'argomento che va avanti da circa tre settimane.


Lo spunto per la discussione era nato da una campagna lanciata da Species e Gattivity ma poi ha coinvolto altri bloggers, dentro e fuori Blogosfere, e adesso si è esteso, in un ottica comunque più mirata e scientifica sul piano nutrizionale, su Wellness & Performance.

Come ho già accennato in una recente intervista rilasciata a Roberto Russo di Species, la questione da un punto di vista etico o psicologico resta senz'altro problematica e molto relativa al vissuto personale e alla sensibilità individuale, ma non credo si possa, ideologicamente e filosoficamente, generalizzare o astrarre l'idea di uomo e di animale al di fuori di contesti storico-culturali ed etnico-geografici specifici.


Non solo, ma sarebbe errato anche da un punto di vista biologico. E' vero che piante ed animali hanno una matrice comune (i procarioti), ma il passaggio evolutivo da animale a uomo resta un punto critico della ricerca scientifica.


Il problema infatti è il cosiddetto anello mancante della filogenesi, vale a dire che c'è uno stadio ancora non chiarito del percorso evolutivo  - in realtà esso si presenta come un vero e proprio gap - che conduce all'essere umano.


La cosa infatti non appare per niente lineare come si pensava semplicisticamente un tempo: scimmia-ominide-essere umano. Si osserva invece un vero e proprio salto, in termini di origine ed evoluzione delle specie, quando appare sul pianeta l'uomo.


Sia chiaro che non sto parlando qui di creazionismo o ipotesi religiose, ma meramente di biologia e genetica.


Quanto quindi, dovremmo chiederci, l'essere umano è apparentato di fatto alle altre specie? Vale a dire anche: la distanza biologica che lo separa dagli animali potrebbe essere paragonabile, se non addirittura superiore, a quella che esiste tra regno animale e vegetale?


Lascio maieuticamente la questione aperta, ma da domani vorrei cominciare a parlare, o meglio a riparlare approfondendola, dell'evoluzione biologica da un punto di vista protonutrizionale, partendo per l'appunto dalla distinzione tra procarioti e eucarioti. Vedremo anche come la protonutrizione può mettere perfettamente d'accordo onnivori e vegetariani.


@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore

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