Sistema antiossidante e protonutrimenti

colonie di microalghe verdi azzurreCome abbiamo visto nel post precedente sia le vitamine, sia alcuni minerali e pigmenti svolgono un'importante funzione antiossidante contro l'eccesso di radicali liberi.


Dicevamo anche che, perché questa azione protettiva sia valida ed efficace, occorre che nella nostra alimentazione sia presente uno spettro di nutrienti il più possibile ampio e completo poiché è la loro unione e la loro sinergia che fa la differenza.

Da questo punto di vista sicuramente i protonutrimenti come le microalghe selvatiche costituiscono un'integrazione importante ai nostri pasti, arricchendoli di principi nutritivi essenziali spesso carenti nei comuni alimenti.


In particolare l'Aphanizomenon flos aquae o alga Klamath è ricchissima di pigmenti come la clorofilla (oltre l'1% del suo peso a secco), dotata di elevate proprietà antiossidanti.[1] Essa è, inoltre, una delle maggiori fonti di beta-carotene non isolato, ma associato con gli altri 14 caroteni, e altamente assimilabile.[2]


La Klamath è naturalmente ricca di ficocianine, molecole dalla potente azione anti-radicali e antinfiammatoria.[3]


La Klamath infine è caratterizzata da uno spettro completo sia di vitamine assimilabili, sia di minerali e oligoelementi in una forma naturalmente chelata e biodisponibile.


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1. Kamat JP, et al., Cholorophyllin as an effective antioxidant against membrane damage in vitro and ex vivo, in Biochim Biophys Acta, 2000 Sept 27; 1487(2-3):113-27; Boloor KK, et al., Chlorophyllin as a protector of mithochondrial membranes against gamma-radiation and photosensitization, in Toxicology 2000 Nov 30; 155(1-3): 63-71.
2. Vedi Benedetti S., Scoglio S., et al., Stato antiossidante e perossidazione lipidica in risposta alla supplementazione con alga Klamath, in Medicina Naturale, 2003, Novembre, n°6, pp.67-71. A differenza della Klamath, i normali integratori di beta-carotene rischiano di essere addirittura controproducenti. I famosi "CARET Studies" hanno provato come il beta-carotene sintetico o isolato può addirittura favorire i processi ossidativi e tumorali. Vedi Mayne S.T.et al, Beta-Carotene, carotenoids and disease prevention in humans, FASEB J., 10(7):690-701 (1996); Pryor W., et al, Beta-carotene: from biochemistry to clinical trial, Nutr Rev, 58(2 pt 1): 39-53 (2000).
3. Benedetti S., Scoglio S. et al., Antioxidant properties of a novel phycocyanin extract from the blue-green alga Aphanizomenon flos-aquae, in Life Sciences 75 (2004) 2353-2362. Vedi anche Bhat V.B., et al, C-phycocyanin: a potent peroxyl radical scavenger in vivo and in vitro, in Biochen Biophys Res Commun., 2000; 275(1): 20-25.


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