I pericoli del Ritalin

Bimbo e farmaco per ADHDCome annunciato nel post di ieri di Pollicino da Andrea Garbin, il Ritalin, discusso psicofarmaco per il trattamento dei disturbi dell'attenzione nei bambini (ADHD), è stato autorizzato ufficialmente in Italia.


Dell'argomento avevamo già trattato nel nostro blog più volte, in particolare in questo post, dove presentavamo anche il recente libro di Stefano Scoglio "Non è colpa dei bambini".


Stralciamo alcuni passi dal 6° capitolo del libro che tratta per l'appunto nello specifico di questo farmaco:

"Chiariamo innanzitutto cosa è il Ritalin, il farmaco più venduto per lo ADHD. La mole­cola che lo compone è il METILFENIDATO, sostanzialmente una anfetamina. E' noto che le an­fetamine sono considerate droghe a tutti gli effetti, e infatti nel 1989 il Ministero della Salute ita­liano tolse dal mercato il metilfenidato, inserendolo nella categoria delle droghe pesanti come l'eroina e la cocaina.
Non si tratta di un caso, dato che uno degli aspetti più inquietanti dei farmaci per lo ADHD è proprio l'esistenza di un mercato nero in cui il metilfenidato viene usato come vera e propria droga ricreativa, e allo stesso tempo come droga di mantenimento, da tutti quei bambini diagnosticati ADHD che la "cura" ha trasformato in tossicodipendenti.
[...]
Il danneggiamento dei neuroni e della loro capacità di neurotrasmissione crea un vero e proprio ottundimento delle funzioni cerebrali, che ovviamente "calma" il bam­bini iperattivo; solo che contemporaneamente ne uccide la creatività, l'intelligenza e l'emotività stessa. E' per questo che, a proposito del metilfenidato si parla di "effetto Zombie" tipico del Ritalin, riconosciuto dagli stessi sostenitori del farmaco.
Così, L.E. Arnold and Peter Jensen, accesi sostenitori del Ritalin,  descrivono uno dei possibili effetti collaterali della droga: *...la costrizione tipo zombie dell'affetto e della spontaneità può rispondere ad una riduzione del dosaggio, ma a volte richiede un cambio del farmaco.* (Com­prehensive Textbook of Psychiatry, 1995.)
[...]
I farmaci stimolanti (anfetamine e simili), oltre a iperstimolare neurotrasmissione e surre­nali, provocano importanti danni cerebrali: * I farmaci stimolanti compromettono la funzionalità della porzione del cervello denomi­nata ganglio basale. Disfunzioni nel ganglio basale causano una varietà di sintomi mentali e fisici, incluso il peggioramento delle funzioni mentali elevate, ossessioni e compulsioni (OCD), e anormalità del movimento*.[1] 
Lo stesso NIHM fece uno studio in cui dimostrò questo effetto del Ritalin e di altre anfe­tamine. Nello studio, il 51% dei bambini che assumevano Ritalin sviluppò comportamenti ossessivo-compulsivi.[2]
Tra le conseguenze potenzialmente gravi dell'uso di questi farmaci anfetaminici ci sono quelle legate all'uso prolungato. Tra queste, anche se se ne parla solo negli ambienti dei critici dell'approccio farmacologico, sono state registrate diverse centinaia di casi di adolescenti morti per infarto dopo anni di uso del Ritalin e affini!"


copertina di Si tratta di informazioni davvero preoccupanti e invito tutti a leggere il capitolo completo del libro dove sono analizzati in dettaglio le azioni e gli effetti collaterali del farmaco con importanti indicazioni su alternative fisiologiche valide e senza danni (vedi recensione).


Una lettera di Scoglio con ampie argomentazioni sul tema fu anche pubblicata da Alessia Giangreco in KidZone.

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[1] P. Breggin, Talking Back to Ritalin, p. 37.
[2]Borcherding B.V., et al., Motor/vocal tics and compulsive behaviors on stimulant drugs: is there a common vulnerability? in Psychiatric Research, 1990; 33: 83-94.


@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore

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