Vantaggi dell'olio algale sull'olio di pesce - II

barattolo con perle di DHA Dicevamo nel post precedente che il pesce d'allevamento, non nutrendosi di microalghe, ha scarse o nulle quantità di omega-3 e suoi derivati. La situazione è ovviamente diversa nel caso del pesce di mare e quindi degli oli da essi estratti e normalmente titolati in EPA e DHA.


Vi sono però dei problemi. Il primo è quello della drammatica depauperazione dei mari, e della ingente diminuzione del pesce disponibile: l'aumento del consumo terapeutico degli oli di pesce ovviamente non fa che rafforzare questo tragico trend di distruzione ecologica.


L'altro problema pratico degli oli di pesce è quello legato ai fenomeni di rigurgito che esso provoca in molte persone (anche se ultimamente esistono sul mercato oli di pesce molto meno soggetti a questo tipo di problemi).


Di sicuro, l'olio algale è ben tollerato da tutti e non genera nessun fenomeno di sensibilità gastrica. Inoltre, mentre l'olio di pesce necessita di numerosi processi di lavorazione chimica (specie se è del tipo manipolato per evitare i problemi di rigurgito), l'olio algale è puro e non manipolato.


Ma il vantaggio più grande dell'olio algale è di tipo funzionale: l'olio algale ha infatti una titolazione di DHA notevolmente superiore a quella degli oli di pesce, che in genere hanno un più alto contenuto di EPA. Ma come abbiamo visto anche nella tabella di raffronto la maggior parte dei benefici deriva soprattutto dal DHA.


Tra i prodotti a base di olio algale particolarmente interessante è la formulazione che unisce i vantaggi di un alta concentrazione di DHA con le proprietà sinergiche e complementari dell'estratto naturale di ficocianine da alga Klamath.


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