Gli acidi grassi omega 3

pesce azzurro fonte di omega3Abbiamo visto nei post precedenti che la produzione eccessiva di eicosanoidi infiammatori come le prostaglandine di serie 2 (PGE2) e certi tipi di leucotrieni e trombossani, può essere una concausa importante delle patologie cardiocircolatorie, tumorali, osteoarticolari e neurodegenerative.


Gli acidi grassi omega-3 hanno dimostrato di poter svolgere un ruolo preventivo fondamentale rispetto sia ai processi infiammatori che a quelli degenerativi. Oltre a un rapporto equilibrato tra grassi saturi e insaturi è importante infatti anche una corretta proporzione, negli insaturi, tra omega-6 e omega-3, la quale si collocherebbe secondo i nutrizionisti tra 4:1 e 2:1. L'ultimo rapporto dello FDA statunitense parla invece di un rapporto medio nella comune alimentazione di ben 25:1 (in Europa siamo tra il 10:1 e il 15:1).


Questo squilibrio è la principale causa dell'eccesso di produzione degli eicosanoidi infiammatori. Esso può essere contrastato correggendo l'utilizzo dei grassi nell'alimentazione e introducendo nella dieta fonti ricche di omega-3 quali il pesce (azzurro, salmonidi non di allevamento, tonno  ecc.) o, meglio ancora, microalghe (fonte primaria per gli stessi pesci) e olio algale, ricco di DHA (acido docosaesaenoico), un prodotto essenziale del metabolismo degli omega-3, ma molto difficile oggi da sintetizzare, come abbiamo già accennato, a causa di carenze enzimatiche e di cofattori vinaminico-minerali. Approfondiremo nei prossimi post le sue importanti proprietà nutriterapiche.


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