Chiarimenti sulle prostaglandine

studioso al PC


Poiché è domenica e mi auguro che molti dei miei lettori siano lietamente in ozio, ne approfitto per un breve intermezzo tecnico con chi mi ha chiesto ulteriori approfondimenti su alcuni aspetti del metabolismo degli acidi grassi e in particolare sul ruolo delle prostaglandine.

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Ieri si parlava della particolare importanza, tra gli eicosanoidi, delle prostaglandine (chiamate così perché isolate per la prima volta nel 1930 nella prostata delle pecore). Sono noti svariati gruppi di prostaglandine, indicate dalla sigla PG seguita da lettere che vanno dalla A alla I (PGA, PGD, PGE ecc.). Le loro funzioni variano sensibilmente a seconda della famiglia di appartenenza.[1]


Le prostaglandine influenzano importanti eventi fisiologici: dalla coagulazione del sangue al mantenimento del bilancio elettrolitico; dalla protezione delle mucose gastriche all'azione sul meccanismo dell'infiammazione (determinano l'ampiezza e la durata della reazione infiammatoria regolando a livello locale l'irrorazione sanguigna  e controllano la permeabilità vasale consentendo la formazione di essudati). L'interferenza con il metabolismo delle prostaglandine infatti è il principale meccanismo d'azione dei farmaci antinfiammatori. Inoltre modulano la risposta immunitaria (mobilitazione dei macrofagi e dei e leucociti).


All'interno dello stesso gruppo, però, esistono differenze fondamentali: ad esempio le PGE di prima e terza serie (PGE1 e PGE3) sono vasodilatatrici, regolano la coagulazione, abbassano il colesterolo  LDL, aumentano il colesterolo HDL, svolgono azione antinfiammatoria. Quelle di seconda serie (PGE2) hanno l'effetto opposto: causano ritenzione idrica, aggregazione piastrinica, infiammazioni, aumento della pressione sanguigna.


Quelle più studiate per i loro effetti sulla salute sono proprio le PGE1 e PGE2 che derivano dai grassi omega 6, il cui capostipite è l'acido linoleico (LA) e le PGE3  che provengono dai grassi omega 3, il cui capostipite è l'acido linolenico (LNA).


Come si formano? Le prostaglandine PGE1  e PGE2 vengono prodotte a partire da LA, che si trasforma in acido gamma-linolenico (GLA) grazie all'attività enzimatica della delta-6-desaturasi e della elongasi. Il GLA si trasforma a sua volta in acido diomogamma-linolenico (DGLA) grazie a una elongasi e poi in acido arachidonico (AA) ad opera dell'enzima delta-5-desaturasi. Il DGLA si trasforma in PGE1 e l'AA in PGE2.


In modo analogo da LNA, grazie a elongasi e delta-6-desaturasi, si forma l'acido eicoisapentenoico (EPA) che a sua volta, tramite delta-5-desaturasi, produce acido docosaesaenoico (DHA). EPA è diretto precursore delle PGE3.


La desaturasi inserisce un doppio legame al posto di uno saturo in punti precisi della catena dell´acido grasso, mentre l'elongasi aggiunge atomi di carbonio allungando la catena. In tal modo viene modificata la molecola dell'acido grasso che così assume nuove proprietà specifiche sia funzionali che strutturali.


Il meccanismo è comunque più articolato e il sistema è autoregolato. Infatti la trasformazione da GLA a DGLA avviene grazie al delta-6-desaturasi. L'LA e l'LNA entrano in competizione per l'utilizzazione di questo enzima. Quindi l'LNA inibisce la produzione di DGLA e quindi di PGE1. Invece La trasformazione da DGLA a AA avviene grazie all'enzima delta-5-desaturasi. L'EPA utilizza l'enzima per produrre DHA inibendo la produzione di AA (prodotto da DGLA con lo stesso enzima), e quindi inibisce la produzione di PGE2. AA produce però anche la PGI2 che agisce in modo simile alla PGE1.


Da un punto di vista nutrizionale potremmo dire, semplificando, che assumendo più LNA indirettamente (poiché LNA produce EPA) inibiamo anche la produzione di PGE2, cioè quelle pro-infiammatorie e ad azione vasocostrittrice e ipertensiva.  Ma, come già avevamo detto nei post precedenti, sappiamo che la produzione di prostaglandine dipende da altri cofattori vitaminici e minerali, e dalle proporzioni tra i vari tipi di grassi. Per questo consigliamo di integrare regolarmente i pasti con microalghe verdi-azzurre selvatiche.


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Spero così di aver, almeno in parte, soddisfatto la richiesta dei miei 4 lettori più specialisti nel ramo biochimico-nutrizionale, per tutti gli altri niente paura, domani riprenderemo con i risvolti essenzialmente pratici di tutta la faccenda.


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[1] Azione di alcuni tipi di prostaglandine:
PGE1: inibisce l'aggregarsi delle piastrine e quindi la coagulazione del sangue;
PGE2: favorisce la coagulazione del sangue;
PGA2: contribuisce alla regolarizzazione della pressione arteriosa (insieme alla PGE2);
La PGI2 agisce in modo simile alla PGE1;
PGE-alfa: agisce, insieme alla PGE2, in caso di infiammazione.


@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore

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