Acidi grassi essenziali: linoleico e linolenico

grassi fluidiCome abbiamo visto nel post di ieri gli acidi linoleico e linolenico sono classificati come acidi grassi essenziali o EFA (dall'inglese Essential Fatty Acids) perché l'organismo è incapace di sintetizzarli e deve necessariamente introdurli con gli alimenti.


I derivati dell'acido li­noleico producono sostanze ormonosi­mili chiamate prostaglandine di serie 1 e 2, che intervengono nelle reazioni infiammatorie e anche nella densità del sangue. L'acido linoleico tramite un enzima si trasforma in acido gamma-linolenico (GLA) che è un precursore di una prostaglandina di serie 1.


La ricerca ha scoperto che fonti ricche di GLA, come l'Oenothera biennis, i semi di borragine e di ribes nero, sono un supporto efficace nella cura di eczemi, allergie, tensione pre­mestruale e iperattività.


L'acido linolenico, produce le prostaglandi­ne di serie 3, che intervengono a loro volta nel mantenere in buona salute il cuore e le arterie, e contrastano la for­mazione di coaguli.


Il problema è che la conversione di­pende da un enzima, il delta-6-desaturasi, che a sua volta dipende dalla vi­tamina B6, dalla biotina, dallo zinco e dal magnesio. Quindi una carenza di questi nutrienti, a causa dell'impoverimento agricolo e della devitalizzazione degli alimenti, o per il troppo alcol, o per lo stress, finisce con il provocare una diminuzione della capacità di con­versione.


I protonutrimenti che contengono sia una buona dotazione di EFA sia uno spettro ampio e completo dei cofattori vitaminici e minerali che aiutano la loro trasformazione in GLA e prostaglandine, rappresentano perciò le fonti migliori di acidi grassi essenziali. Approfondiremo il discorso.


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