Il sano è un malato che non sa di esserlo

simbolo della farmacologiaContinuando e concludendo, per ora, i discorsi proposti negli ultimi post vorrei citare un articolo apparso su Tempo Medico qualche anno fa e riferito a un libro di cui avevamo accennato nel post del 5 gennaio.


Nell'articolo si afferma che il marketing delle case farmaceutiche mira soprattutto a chi sta bene.


"Si possono fare molti soldi dicendo ai sani che sono malati". Era il fulminante attacco di un articolo comparso nel 2002 sul British Medical Journal, in un fascicolo dedicato per intero all'invadenza della medicina. Da quell'inizio ha preso il via una ricerca che ha condotto il giornalista scientifico australiano Ray Moynihan a verificare come le strategie di marketing delle maggiori compagnie farmaceutiche oggi prendano di mira soprattutto quelli che stanno bene (...) In due anni l'autore ha intervistato decine di protagonisti del settore: clinici, ricercatori, manager, informatori; ha spulciato la letteratura scientifica e i siti internet; ha ricostruito sui documenti ufficiali e attraverso le testimonianze le vicende più esemplari. Il risultato, per quanto si può apprezzare dal libro (...), è un'attendibile e documentata ricostruzione di quanto sta accadendo negli ultimi anni. Curare i malati è un business troppo limitato perché un'industria complessa e articolata come quella che si sta sviluppando intorno alla salute possa accontentarsi. Per assicurare una continua crescita del mercato potenziale, vitale per qualsiasi settore economico in florida espansione, occorre ridefinire continuamente i confini tra salute e malattia e abbassare le soglie di intervento sui fattori di rischio, in modo da allargare il dominio sui cui si esercita l'azione della medicina.


Leggi l'articolo completo.


Nota del 12.07.07: la pagina è stata eliminata dal sito di Tempo Medico, il link all'articolo perciò indirizza ad una pagina vuota. Peccato perché era ben scritto, ma forse non era considerato opportuno per una rivista medica. Trovate comunque ancora libro e recensione qui.


@ Per quesiti e approfondimenti scrivi all'autore

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