Mangiar meno allunga la vita?

Oliver & HardyGli studiosi di nutrizione hanno più volte riportato osservazioni o statisti­che sulla netta diminuzione di molte malattie, specie cardiovas­colari, durante gli anni dell'ultimo conflitto mondiale nei paesi europei, dove si erano dovuti attuare razionamenti e restrizioni dei consumi alimentari.


Alcuni ricercatori hanno ottenuto sperimentalmente dati analoghi sulle cavie osservando che i gruppi ad alimentazione dimezzata e a base di cibi naturali mostrano mediamente, rispetto al gruppo di controllo, il raddoppio della durata della vita, scomparsa delle malattie degenerative, vivacità fisica e psichica inalterate, fino alla massima età raggiunta.


Orbene queste erano precisamente, fino a qualche decennio addietro, proprio le caratteristiche di popoli particolarmente sani e longevi che ancora si cibavano di cibi naturali, completi e in giusta proporzione e quantità.


Infatti quando si dice mangiare meno, bisognerebbe anche precisare meno di cosa. Non è solo questione di calorie. Prendiamo un caso limite, quello dei Greci. Sono il popolo più grasso d'Europa ma, come fa notare Andrea Ghiselli, ricercatore dell'Inran, anche se il 40% dell'energia della loro dieta proviene da grassi, "siccome il grasso prevalente è l'olio d'oliva e mangiano quasi il doppio di verdure, frutta e pesce, rispetto a noi hanno una mortalità cardiovascolare bassissima". Allora ci sono grassi "buoni" e grassi "cattivi"? Non propriamente, tutti i grassi servono, ma è la proporzione tra i vari tipi che fa la differenza. Ne riparleremo.


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