Il colesterolo non è la causa - V

formazione della placca nel vasoAbbiamo rilevato nei post antecedenti come, nonostante il colesterolo sia ancora oggi nell'opinione comune ritenuto il cardine per quantificare il rischio cardiovascolare, in realtà si osserva che le placche aterosclerotiche possono ostruire i vasi anche in assenza di ipercolesterolemia.  Infatti in molti  attacchi di cuoreictus mancano non solo valori elevati di colesterolo totale, ma anche, in almeno un caso su tre, livelli alti di LDL (colesterolo cattivo) e bassi di HDL (colesterolo buono). Spesso poi non si riscontrano nemmeno gli altri convenzionali fattori di rischio: fumo, ipertensione, diabete o obesità.


Elementi predittivi molto più affidabili di rischio cardiovascolare risultano invece essere la proteina C reattiva (CRP), un marker infiammatorio la cui aumentata presenza nel siero ha valore prognostico sfavorevole per la coronaropatia,  e l'omocisteina, un prodotto intermedio nel metabolismo dell'aminoacido metionina che favorisce i coaguli e l'ossidazione all'interno dei vasi.


La proteina C reattiva in molti studi ha mostrato uno stretto legame con le malattie cardiovascolari: più il suo livello aumenta più sale il rischio d'infarto, d'ischemia cerebrale, di arteriopatia periferica o addirittura di morte improvvisa per un attacco di cuore. La proteina, tra l'altro, potrebbe essere non solo un semplice marcatore, ma anche una causa di aterosclerosi. Alcune ricerche indicano che viene prodotta nelle pareti vascolari infiammate e, contribuendo al mantenimento dello stato infiammatorio, promuove l'adesione delle sostanze che vanno a formare la placca. Inoltre riduce i livelli di ossido di azoto, una sostanza fondamentale per la buona salute dei vasi sanguigni.


Cruciale per il ruolo dell'omocisteina nell'aterogenesi sarebbe la sua capacità di aggregare molecole di LDL, che poi rilascia sulla parete vasale, dove provoca un accumulo di radicali liberi dell'ossigeno. Si produce così una lesione vascolare e un danno endoteliale con diminuita vasodilatazione, proliferazione di cellule muscolari lisce e l'attivazione di fattori procoagulanti.


Una prevenzione realmente efficace passa quindi attraverso la capacità di ridurre l'infiammazione e favorire la riconversione dell'omocisteina in metionina. Ciò si può ottenere assumendo i nutrienti e i protonutrienti giusti. Vedremo come e quali, restate in ascolto.


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