Protonutrizione e ricerca scientifica

Spesso, oltre alle testimonianze dirette e ai riscontri clinici, citiamo studi scentifici che confermano molti dei benefici che si possono ottenere dall'uso regolare dei protonutrimenti.

Cerchiamo per quanto possibile dei riferimenti seri e fonti sicure, in particolare riteniamo particolarmente affidabili le informazioni provenienti dal CRN (Centro Ricerche Nutriterapiche) il cui direttore abbiamo intervistato in un recente post

Ciò non toglie che in generale con certe conclusioni scientifiche talvolta è meglio andare con i piedi di piombo (vedi l'esempio del peperoncino e la storiella dello scienziato riportati nel blog di Gianfranco Di Mare).

Recentemente Luciano Gianazza ha pubblicato nel suo sito un articolo molto interessante sulle frodi scientifiche. Ne citiamo l'incipit:

"Nei soli Stati Uniti un terzo degli scienziati, intervistati nel corso di una ricerca tesa a stabilire l’onestà intellettuale dei ricercatori, ha dichiarato di aver avuto comportamenti non eticamente corretti almeno una volta nel triennio precedente all’intervista. Il 15,5 per cento ha ammesso di aver cambiato il disegno dello studio, la metodologia o addirittura i risultati cedendo alle pressioni dei finanziatori, il 10 per cento ha ammesso di aver firmato dei lavori a cui non ha partecipato o, al contrario, di essere stato estromesso da lavori in cui aveva avuto un ruolo importante..." [continua a leggere l'articolo]

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