Fitoestrogeni - II

Isoflavoni_03 Solo negli ultimi 3 anni sono stati pubblicati oltre 1.000 articoli scientifici sugli isoflavoni di soia. Secondo i risultati delle ricerche, gli isoflavoni di soia agiscono in 4 modi distinti e complementari: come estrogeni e antiestrogeni; come inibitori degli enzimi cancerogeni; come antiossidanti; come immunostimolatori.

Lasciando da parte l'azione antiossidante e immunostimolatrice, che pure è stata confermata da numerosi studi, è proprio l'attività estrogenica e antiestrogenica, associata a quella di prevenzione dell'insorgenza dei tumori tipicamente femminili, ad essere emersa con maggiore forza nella ricerca.

Gli isoflavoni sono considerati estrogeni non steroidei. Essi hanno una struttura chimica molto simile a quella degli ormoni prodotti dalla donna, ma sono anche sufficientemente differenti da poter svolgere un'azione anche antagonista a quelli, se necessario. Così, quando vi sia una situazione di ridotta presenza o assenza degli estrogeni endogeni della donna, come nella menopausa e nelle donne isterectomizzate, gli isoflavoni della soia agiscono come veri e propri estrogeni, perché pur essendo molto più deboli (la genisteina, uno dei principali isoflavoni della soia, ha una attività estrogenica pari solo a 1/1.000 di quella svolta dagli ormoni femminili), riescono comunque a produrre effetti estrogenici sufficienti in molti casi a prevenire l'insorgenza dei tipici disturbi della menopausa. [II - continua]

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