Micronutrienti - V

Grano_1 La maggior fonte di vitamine e minerali disponibile per l'uomo consiste nei vegetali, i quali, a loro volta, assorbono i minerali dal terreno. Il problema è che, attualmente, i terreni utilizzati per le coltivazioni contengono al massimo 15-20 minerali, a causa del cattivo sfruttamento agricolo dei terreni stessi e le piante che vi crescono contengono pochissimi minerali e vitamine. In aggiunta a ciò anche le piogge acide e l'estrema raffinazione e i processi industriali a cui sono sottoposti molti dei cibi che mangiamo contribuiscono ad abbassare ulteriormente la quantità di nutrienti disponibili per il buon funzionamento dell'organismo umano. Oggi, proprio nelle aree geografiche a più elevato tenore di vita, emerge un dato allarmante e significativo: una larga parte della popolazione dei paesi sviluppati ha ridotte riserve di vitamine e minerali. Questa condizione, in una prima fase provoca generalmente solo danni a li­vello biochimico, che non sempre si esprimono con sintomi chiari e inequi­vocabili. Solo dopo numerosi anni o in occasione di particolari eventi o situazioni (stress, gravidanza, attività fisica intensa, ecc.), lo stato carenziale può esprimersi con la malattia. Si tratta di forme di ipovitaminosi e carenze minerali latenti che sono tanto più pericolose in quanto rimangono inapparenti per lunghi periodi.

Nel rapporto di Val de Marne del 1991 furono evidenziate pericolose carenze di minerali e vitamine nell'alimentazione corrente. Le vitamine B erano dal 40% al 90% inferiori ai livelli di assunzione raccomandati; la vitamina A dal 50% al 60%; la vitamina E 100%; il magnesio dal 60% al 90%; lo zinco 90%; il rame dal 55% al 90%. La situazione, da allora, non è purtroppo migliorata: analisi recenti hanno mostrato che negli ultimi 15 anni c'è stato un ulteriore calo di nutrienti nei cibi con percentuali che arrivano, per alcune sostanze, fino a - 92%.

Quali le cause di queste forme carenziali se tutti gli alimenti allo stato natu­rale contengono i micronutrienti indispensabili per la salute? Il forte depauperamento e impoverimento dei terreni agricoli, la cottura, la conservazione, la raffinazione, le manipolazioni casalinghe e industriali dei cibi, sono i principali responsa­bili della riduzione di micronutrienti nella nostra alimentazione. Dopo questi interventi gli alimenti sono ancora sostanzialmente invariati per quanto concerne il valore calorico, la quantità delle proteine, dei glucidi e dei grassi. Ben diverso è, invece, il destino delle vitamine e dei sali minerali, che risultano sovente distrutti o volatilizzati in misura variabile o, comunque, subiscono una perdita di attività nutrizionale.

Il problema non si risolve con gli integratori fatti dall'uomo, per due ragioni fondamentali: 1) perché il nostro corpo non li riconosce come alimenti, e li assimila solo in minima parte (e ciò che non viene assimilato finisce per fare danni!); 2) perché ciò di cui il nostro corpo ha bisogno non è una specifica vitamina o minerale, né solo un certo numero di vitamine e minerali, ma lo spettro completo di tutti i nutrienti, anche in minime quantità. Infatti ciascun nutriente funziona bene ed è fortemente potenziato solo se in una sinergia completa e bilanciata di tutti i nutrienti, proprio come nei cibi selvatici primordiali.Verde_01

Risulta allora sempre più importante garantire all'organismo un adeguato ap­porto di nutrienti essenziali, che si può realizzare mediante una naturale integrazione di queste sostanze nutritive dai cibi primordiali: germogli, erbe di cereali, cibi fermentati, ma in primo luogo alghe verdi-azzurre selvatiche, probiotici ed enzimi.

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